Attualità
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17/02/2021 08:03

Covid, il virus camaleonte: è nata la variante inglese-bis, è già in Italia

Il Coronavirus non smette di cambiare: l’ennesima mutazione, riscontrata a Napoli, è in gran parte ancora sconosciuta

di Redazione

Il Coronavirus non smette di cambiare: l’ennesima mutazione, riscontrata a Napoli, è in gran parte ancora sconosciuta
Il Coronavirus non smette di cambiare: l’ennesima mutazione, riscontrata a Napoli, è in gran parte ancora sconosciuta

 Napoli – L’annuncio arriva dall’Istituto Pascale e dall’Università Federico II di Napoli: grazie alla sinergia dei laboratori presenti nelle due strutture è stata individuata un’altra variante del Covid-19, mai osservata prima in Italia. Una mutazione della mutazione inglese già nota, intervenuta ancora una volta sulla proteina Spike, che il Coronavirus usa per attaccare le cellule bersaglio. “La sequenza del campione giunta a noi dal Policlinico Federiciano – spiega il ricercatore del Pascale – ci ha subito insospettiti perché non presentava analogie con altri campioni provenienti dalla nostra regione. Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale Gisaid e avvertito le autorità sanitarie”. La B.1.525 – nome scientifico della nuova variante scoperta – è stata rilevata per la prima volta in Gran Bretagna a metà dicembre e si sarebbe già diffusa in 11 Paesi tra cui Usa, Canada e Danimarca e Nigeria. Nel capoluogo partnenopeo è stata portata infatti da un professionista di ritorno da un viaggio in Africa, per questo è detta anche “nigeriana”.

Desta sconcerto che la sconfortante notizia sia stata anticipata solo ieri dai media britannici, anziché dalle autorità sanitarie locali. Nel Regno Unito è stata trovata finora in 33 persone, ma il dato potrebbe essere sottostimato. Tra le infinite modifiche subite dal virus in oltre un anno di scorrazzamento tra gli esseri umani, questa viene osservata con particolare ansia. Tra gli addetti circola il fondato timore che l’ennesima metamorfosi, innestatasi su un ceppo già alterato rispetto all’originario, aiuti l’infezione a neutralizzare la risposta dei vaccini attualmente prodotti e utilizzati a milioni: se ha riscontrato un certo successo nella diffusione, avvertono da oltre Manica, potrebbe ridurne l’efficacia. Il meccanismo è sempre lo stesso: quando lo si accerchia, pressandolo, il virus prova a sfuggire. Resta da capire se indebolendosi o rafforzandosi. Un’eventualità, la seconda, che in questo momento è meglio non prendere nemmeno in considerazione.