Rifiuti speciali pericolosi sversati nel Mediterraneo
di Redazione

Pozzallo – Il Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, ha modificato all’udienza preliminare dell’11.2.2011 le contestazioni relative al processo per i gravi fatti di inquinamento ambientale connessi alle attività del sito di coltivazione e produzione mineraria denominato Campo Vega, già attivo nelle acque del mare territoriale antistante le coste di Pozzallo. Secondo l’accusa, i responsabili del Campo Vega avrebbero sversato in mare, con modalità illecite e nocive per l’ecosistema, ma che consentivano alla Edison risparmi di spesa per decine di milioni di euro, rifiuti speciali pericolosi (acque di strato, acque di lavaggio, acque di sentina, miscelate con sostanze chimiche di vario tipo, ricomprese nell’elenco dei rifiuti speciali pericolosi) derivanti dall’attività estrattiva e di stoccaggio degli idrocarburi coltivati nella concessione mineraria, con conseguente inquinamento dell’ecosistema marino. In particolare, è stata confermata la contestazione del delitto di Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti; mentre le condotte originariamente inquadrate nell’ipotesi di Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee, sono state ora qualificate come Attività di gestione di rifiuti non autorizzata.
La replica di Edison
“La Procura della Repubblica di Modica- si legge in una nota della Edison- ha ipotizzato un illecito smaltimento di rifiuti (acque) all’interno del giacimento attraverso l’attività di reiniezione, contestando il difetto dell’autorizzazione necessaria, che però è risultata essere presente sin dalla prima attivazione della piattaforma. Tale attività è stata peraltro, registrata quotidianamente sui registri ufficiali, visionati e vidimati dalle Autorità Competenti.
Si ricorda inoltre che la reiniezione di acque all’interno degli strati profondi del giacimento costituisce una prassi dell’industria petrolifera, del tutto conforme alle indicazioni normative ed auspicata dall’autorità di settore, ogni qual volta sia possibile per la presenza di un pozzo sterile, come nel caso di Vega.
Per evitare qualsiasi tipo di fraintendimento sulla vicenda, si precisa che il procedimento, attualmente nella fase preliminare, non riguarda sversamenti di petrolio o di sostanze inquinanti in mare o nell’ambiente. Tali circostanze non sono oggetto di contestazione in quanto non si sono mai verificate come risulta del resto, dai riscontri già effettuati dalla stessa Autorità inquirente.
Edison è certa di aver agito nel pieno rispetto della normativa vigente e non dubita che l’accertamento giudiziale confermerà la sua convinzione. Non può peraltro esimersi dal sottolineare che, in oltre vent’anni di attività, Vega non è mai stato teatro di alcun incidente e che nemmeno una goccia di greggio o di altre sostanze utilizzate nel processo estrattivo ha mai contaminato l’ambiente marino”.
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