Cultura
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16/02/2011 20:32

Il poeta volante, piccolo gioiello

Nel cartellone di “Teatro aperto”

di Stefania Pilato

Pietro Pignatelli e Angelo Ruta
Pietro Pignatelli e Angelo Ruta

Modica – Inserito dalla Fondazione Teatro Garibaldi nel cartellone di “Teatro aperto”, sezione dedicata alle compagnie e agli autori del territorio, “Il poeta volante”, monologo scritto e diretto da Angelo Ruta, portato in scena domenica 13 febbraio da Pietro Pignatelli, meritava un posto nel cartellone di prosa “ufficiale”.

Non solo per la tematica importante e attuale, l’eleganza del testo e l’intensità dell’interpretazione, ma perché, nel suo insieme, è un piccolo gioiello realizzato da professionisti.

I costumi di Annalisa Ciaramella, il lavoro del light design Raffaele Perin, le musiche originali di Angelo Giovagnoli e le scene essenziali, quanto efficaci, ancora di Ruta, contribuiscono infatti a impreziosire il monologo, premiato dal pubblico con una buona presenza e applausi a scena aperta.

Partendo dalla nostra contemporaneità, Pignatelli, narratore dai molti volti, compie un viaggio a ritroso guidando lo spettatore fino alla notte del 3 ottobre 1931, fino a quello “schiaffo dell’acqua” in seguito al quale Lauro De Bosis, il poeta volante, novello Icaro per amore della libertà, si inabisserà nel Tirreno.

“L’idea di questo spettacolo è stata di Pietro – racconta Ruta dietro le quinte, poco prima delle prove  – e mi ha trovato subito d’accordo”.

“La figura di un antieroe che arriva al sacrificio estremo per la libertà è un soggetto che ben si inserisce nella nostra idea di teatro civile” – gli fa eco Pigntelli. E alzano gli occhi in direzione del tondo di Piero Guccione, sorridendo ammirati.

Grazie al loro impegno è emerso dunque dagli abissi un uomo dagli ideali altissimi che, pur avendo contribuito con la vita alla sensibilizzazione antifascista, è assente dai libri di storia. Come chissà quanti altri.