Economia
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18/02/2011 10:55

Il tasso di occupazione tra i giovani è sceso al 17%

Parla il Segretario generale della Filca Cisl di Ragusa, Luca Gintili

di Redazione

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Ragusa – “Prendendo spunto dal report 2010, chiuso lo scorso 25 gennaio 2011, elaborato dall’osservatorio sul mercato del Lavoro e lo sviluppo locale, a cura dell’area Ricerca e sviluppo dello IAL CISL Sicilia, che fotografa lo stato del mercato del lavoro dalla vigilia agli effetti della crisi economica in provincia di Ragusa, la segreteria provinciale della Filca iblea non può che far risaltare alla pubblica opinione una serie di elementi rilevanti”.

 

Con queste parole il Segretario generale della Filca Cisl di Ragusa, Luca Gintili mette in risalto la situazione del lavoro in territorio ibleo, evidenziando in particolare che: “Il tasso di occupazione giovanile, e cioè i ragazzi dai 15 ai 24 anni di età che hanno un rapporto di lavoro sul totale degli occupati – ha sottolineato Luca Gintili – è crollato passando dal 31% del 2007 al 17,7% del 2009, mentre il tasso di occupazione complessivo diminuisce leggermente passando dal 54,1% del 2007 al 50,1% del 2009, indicando esplicitamente come la crisi colpisca soprattutto chi entra per la prima volta nel mondo del lavoro.

 

Da tale analisi si può scorgere oltre che una possibile migrazione verso altri mercati del lavoro diversi da quello provinciale, il possibile massiccio ricorso ad occupazione non regolare, saltuaria, di collaborazione, insomma grigia e precaria. Dall’altro lato, inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile, e cioè i ragazzi dai 15 ai 24 anni di età che sono in cerca di un lavoro, passa dal 15,8% del 2007 al 22,1% del 2008 al 13,6% del 2009, indicando come i giovani tendenzialmente perdano la speranza di poter trovare un nuovo lavoro.

Al dato appena descritto – ha continuato – bisogna sicuramente aggiungere un flusso di rientro presumibile di giovani emigrati precari che rientreranno in provincia nel corso di questi anni, alimentando così il numero degli inattivi che sono passati dal 63,20% del 2007 al 74,2% del 2008 al 79,5% del 2009.

 

 Inoltre, nonostante una buona tenuta del numero di imprese iscritte alla Camcom, eccetto che per quelle del settore delle costruzioni che si sono evidentemente ridotte, il numero dei lavoratori dipendenti si è quasi dimezzato nell’industria in senso ampio, si è ridotto nei servizi ed in controtendenza è cresciuto nell’agricoltura. Nonostante i dati sulla disoccupazione – ha dichiarato ancora il segretario generale della Filca Cisl – il ricorso alla CIG, in tutte le sue forme ordinaria-straordinaria-in deroga, è diventato massiccio, triplicando il numero di ore autorizzate delle prime due, mentre per la cassa in deroga si è passati dalle 15.800 ore del 2007 alle 217.232 del 2010. Accanto a questa brutta fotografia del mercato del lavoro in terra iblea vorremmo sistemarne una che dia speranza, voglia di riscatto, di ripresa, che disegni i contorni di un futuro fatto di occasioni di lavoro, di sviluppo di nuove opportunità, di legalità, di nuova e sana imprenditoria. Ma a cosa bisogna guardare per scattare questa bella foto?”.

 

In quanto rappresentante del settore delle costruzioni, importante volano per la ripresa, il segretario generale della Filca Cisl, Luca Gintili, a nome di tutta l’organizzazione, prova a lanciare delle risposte.

“Bisognerebbe innanzitutto rilanciare un forte patto di coesione tra le parti sociali – ha spiegato Gintili – così come si è fatto nel settore delle Costruzioni attraverso la costituzione

 

 

degli stati generali di settore. Poi, bisognerebbe riprendere strumenti di concertazione come il comitato per la Ragusa Catania, individuando pertanto un tavolo tecnico mirati a monitorare lo stato di avanzamento dei progetti delle grandi infrastrutture: la Ragusa Catania appunto, la Rosolini Modica, il porto di Pozzallo l’autoporto di Vittoria, l’aeroporto”.

 

“Chiediamo pertanto – ha continuato – l’immediata costituzione di un tavolo coordinato dal presidente della Provincia, da sempre personalmente impegnato in queste rivendicazioni territoriali, e composto da tutti i parlamentari Nazionali e regionali espressione del territorio, e dai rappresentanti economici, imprenditoriali e sociali, che segua in tutte le sedi l’avanzamento dei progetti. Vorremmo, però,  che questo organismo segua ed imprima,con particolare attenzione,  un’accelerazione all’impiego dei fondi ex Insicem, così come previsti dal piano approvato dalla allora giunta Cuffaro, rilanciando il relativo accordo di programma, che equivale a 273mln di euro e che rappresenta il naturale completamento dell’infrastrutturazione provinciale.

 

A nostro parere, lo sviluppo e le occasioni di lavoro nella nostra provincia passano attraverso la realizzazione delle grandi infrastrutture, così come attraverso l’individuazione di tutti i possibili canali di finanziamento da parte di tutte le stazioni appaltanti.

E anche lì– ha sottolineato ancora Gintili – poiché le criticità sono soprattutto riconducibili a non decisioni del governo regionale o nazionale, e considerando anche i soli 70 mln di euro di progettazione elaborata dai tecnici del comune di Ragusa che attendono una risposta, qualunque essa sia, non si può che pensare ad un comitato, ad un tavolo concertativo, un gruppo che si intesti le rivendicazioni di un territorio e faccia sentire la propria voce a Palermo piuttosto che a Roma in tutt’uno tra i rappresentati politici e le rappresentanze sindacali e imprenditoriali.

 

Solo così, tramite una coesione sociale forte, che si annodi con una rappresentanza politica unita e autorevole, si potrà invertire la tendenza e dare una speranza.

L’agire da soli o in modo sparso e non sistematico, organizzato – ha concluso il segretario generale – giova a qualche interesse spicciolo di partito o di un politico, ma non aiuta seriamente a far avanzare le proposte già condivise dal territorio, uniche a poter garantire sviluppo e benessere diffuso”.