E 90 rinvii a giudizio
di Saro Cannizzaro


Modica – Tre condanne e novanta rinvii a giudizio. Sono state le richieste avanzate dal pubblico ministero Francesco Puleio al al Gup del Tribunale di Modica, Sandra Levanti, nel processo riguardante l’inchiesta sui cosiddetti “diplomifici”, scaturita dopo gli esami di maturità del 2005 tenuti negli Istituti tecnici commerciali parificati “Europa” di Modica, “Marconi” di Vittoria e “Gentile” di Vizzini. Hanno scelto il rito alternativo tre studenti: Santo Dominante, e Luca Bonanno, difesi dall’avvocato Giuseppe Russotto, per i quali il piemme, Francesco Puleio, ha chiesto la reclusione a sei mesi ciascuno, e di Antonino Zinna, difeso dall’avvocato Raffaele Manduca, per il quale la pena chiesta è stata di tre anni, in quanto gli viene contestata anche l’associazione. Per gli altri novanta imputati, la pubblica accusa ha chiesto il rinvio a giudizio. Ha discusso anche l’avvocato Salvo Maltese che patrocina l’unica parte civile ammessa, la modicana T.M.. Il Procuratore Puleio ha reiterato la precedente richiesta di parziale modifica della rubrica già presentata al precedente Gup, sollecitando i poteri del Gup per l’applicazione della richiesta ed ha depositato una memoria. I difensori, che in precedenza si erano opposti, hanno chiesto i termini per potere leggere gli atti. Il prossimo 14 aprile discuteranno tra gli altri gli avvocati Emanuele Guerrieri, Giovanni Giurdanella e Salvatore Poidomani, che dovevano tenere la loro arringa ieri. Coinvolti nel procedimento 31 studenti e 62 tra dirigenti, amministratori, dipendenti, collaboratori dei tre istituti e 24 docenti, membri delle tre commissioni degli esami di Stato. Due erano presiedute da Antonino Nasisi ed una, quella dell’istituto Europa, da Giorgio Spadaro. Per i commissari, accusati di avere ammesso candidati che avevano frequentato solo pochi giorni durante l’anno scolastico, e in qualche caso di avere violato il limite del numero massimo consentito per ogni commissione, l’imputazione è abuso d’ufficio. Più pesante quella contestata ai coniugi Sebastiano Mignacca e Giovanna D’Izzia, amministratori unici della società ‘Ge.Ma.D’ srl che gestiva gli istituti di Modica e Vittoria, e della ‘Si.Pla.S’ srl che gestiva l’istituto di Vizzini. I due, insieme al figlio Vincenzo Mignacca, collaboratore di segreteria dell’Istituto Europa, e ad altre 17 persone, rispondono di associazione per delinquere finalizzata «alla consumazione di un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica».
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