di Redazione
Inizia nel 1979 l’impegno di Arturo Mingardi per la promozione della cultura teatrale e cinematografica in Sicilia con un occhio attento alla Provincia di Ragusa. Mingardi ha affiancato alle produzioni cinematografiche e televisive quelle teatrali, partecipando con “Il salice e la betulla”, nel 1998, al Taormina Arte, la cui direzione, quell’anno, era stata affidata a Giorgio Albertazzi.
Sei anni fa un’intuizione: “Malta appartiene geologicamente alla Sicilia –esordisce Mingardi, autore, sceneggiatore e regista-. Con la cooperativa Cinema Nuovo Italiano abbiamo dato vita a un Festival, “Così vicini così lontani, La Sicilia del Sudest a Malta”, con sede nell’Isola dei Cavalieri e a Ragusa. Oggi posso dire di essere stato un precursore. Non è un caso infatti che l’Unione Europea e la Regione Siciliana, da due anni a questa parte, abbiano individuato nell’asse transfrontaliero Sicilia-Malta una chiave di promozione degli scambi culturali”.
E così, il Festival ha interloquito, intersecandosi, con il progetto “Smart, Sicilia del Sud-Est – Malta, Radici comuni e tradizioni popolari e religiose”. Obiettivo del progetto, che ha visto partner la cooperativa Cinema Nuovo Italiano con capofila il Comune di Ragusa, è stato quello di favorire l’integrazione tra la sponda sud-est della Sicilia e Malta al fine di valorizzare le risorse culturali, economiche e sociali dell’area, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Il Programma Italia-Malta è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Nell’ambito dell’iniziativa, Mingardi ha prodotto il documentario “Credo in unum deum”, sulla comune radice religiosa delle due isole frontaliere. In questa attività di promozione culturale Cinema Nuovo Italiano si è avvalsa della partnership dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’Ambasciata Italiana a Malta, del Malta Tourism Authority, la Presidenza della Regione Siciliana con l’Ufficio per le relazioni diplomatiche ed internazionali, il Ministero dei Beni Culturali ed il Comune di Ragusa.
Il Festival, nell’Isola dei Cavalieri, si protrae per diversi mesi, e coinvolge tutte le arti: teatro, cinema, musica, danza.
Ma i progetti non finiscono qui. E’ imminente l’emanazione dei nuovi bandi Interreg e la cooperativa Nuovo Cinema Italiano parteciperà ai progetti con la stessa positiva fede pionieristica con cui sei anni fa iniziò l’esperienza di scambio culturale.
A Ragusa il Festival si articola poi in tre sottotemi: “L’isola del Cinema” prestigioso festival cinematografico, “Lo Sguardo, l’Anima e la Maschera”, dedicato appunto all’esperienza teatrale, e “I Suoni dell’Anima”, dedicato all’esperienza musicale.
C’è qualcosa di epico nell’avventura di un promotore culturale che si intesta queste iniziative nell’unico capoluogo italiano orfano di un teatro. Un sogno? “Dare corso al film “Fungus Rock”, finanziatoci tre anni fa dal Ministero per i Beni Culturali, una sceneggiatura che deve il suo nome a quel fungo che nasce nell’isolotto di Gozo, coltivato dai Cavalieri di San Giovanni, i quali attribuivano ad esso particolari proprietà terapeutiche e addirittura afrodisiache”.
Cosa vi impedisce di portare avanti il progetto? “L’assenza di persone disposte a collaborarci, di quadri amministrativi che abbiano voglia di impegnarsi in queste esperienze. “Il salice e la betulla”, nato da una ricerca nei testi greci, arabi, latini delle testimonianze sulla regina Costanza d’Altavilla, madre di Federico II di Svevia, precursore dell’Europa moderna, è stato rappresentato in Svizzera, Tunisia, Malta e ora a San Paolo del Brasile. Ci abbiamo solo creduto”.
Qual è il prossimo progetto?
“Una film commission Ragusa-Malta, cui stiamo lavorando col Comune capoluogo. Ci sono produzioni americane che avrebbero interesse a girare nelle location storiche maltesi e lungo le spiagge desertiche iblee. Di recente una produzione proveniente da Los Angeles, di un serial cinematografico di dodici puntate, ha preferito il Marocco per la nostra incapacità di fare sinergia con Malta”.
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