Una iniziativa delle monache benedettine
di Redazione

Catania – Quanti peccati compie l’Uomo il giovedì grasso? Per porvi rimedio – visto che “tanti” potrebbe tranquillamente essere la risposta corretta – oggi è anche la “giornata eucaristica riparatrice”. Nella chiesa monastica San Benedetto, in via Crociferi, la comunità delle monache benedettine dell’Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento e gli oblati benedettini, laici uomini e donne, si uniranno ai fedeli e ai gruppi ecclesiali che desidereranno con loro condividere la preghiera di adorazione e di riparazione davanti a Gesù Eucaristia.
Questa “giornata riparatrice” è stata voluta dalla madre fondatrice per riparare “gli oltraggi e le profanazioni di cui il divin Salvatore è vittima nel Sacramento del suo amore e tutti i peccati che si commettono nei giorni di Carnevale”. La solennità della Grande Riparazione, animata da spirito di preghiera, silenzio e raccoglimento, risale al 1674 nei due monasteri parigini delle benedettine dell’adorazione perpetua del SS. Sacramento. Alle 7, il padre abate Benedetto Maria Chianetta, del monastero benedettino “Beato Cardinale Dusmet” di Nicolosi, presiederà la celebrazione della messa per la comunità monastica e i fedeli. Alle 9, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da padre Tony Milazzo, viceparroco a San Leone vescovo di Catania, per le ex allieve e gli alunni dell’istituto “San Benedetto”, con offerta delle candele. Seguirà l’esposizione solenne del SS. Sacramento sull’altare maggiore per l’adorazione silenziosa che durerà sino alle 12.30 e riprenderà alle 15.30.
Alle 16.15, celebrazione dei vespri. Alle 17, padre Pietro Longo, vicario episcopale per la Pastorale, guiderà l’Ora eucaristica per le religiose e le consacrate secolari. Alle 18, presiederà la messa con la partecipazione degli alunni del seminario arcivescovile maggiore e dei cavalieri e delle dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che rinnoveranno alle suore claustrali l’offerta del cero liturgico. Domani venerdì e sabato si terranno le Sante Quarantore.
“L’adesione all’Eucaristìa che si fa vocazione alla riparazione”, scrivono le monache nel volume “Come pietre vive…”, che raccoglie le testimonianze di un secolo di presenza orante nel cuore della città, “viene rinnovata ogni giorno, dopo aver partecipato alla messa, attraverso una preghiera, l’Ammenda, espressamente voluta da madre Mectilde e che racchiude tutta la spiritualità eucaristico-riparatrice. L’ammenda viene proclamata, a nome di tutte, in un atteggiamento di prostrazione, dalla suora che farà il suo ritiro di riparazione. Ogni giorno, a turno, ogni suora trascorre buona parte della giornata in chiesa per fare della sua adorazione un’offerta di riconciliazione per i mali che ci sono nel mondo, partendo dalla sua purificazione, per essere meno indegna di implorare la misericordia del Signore”.
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