Senatus Populusque Syracusanum
di Redazione
Siracusa – Evidentemente il termine «consigliere» non è abbastanza… onorevole, piuttosto è meglio farsi chiamare senatore. La proposta, formulata dal consigliere comunale Corrado Di Stefano, è semplice: mutare la denominazione di Consiglio comunale in «Senato della Città».
Una decisione motivata, per grandi linee, dalla storia e dalla tradizione millenaria di Siracusa, nonché dalla presenza della scritta «Spqs» (Senatus Populusque Syracusanum) nel simbolo della nostra città e l’indicazione analitica di tutti gli articoli dello Statuto che occorrerebbe modificare.
Ironico, al riguardo, il consigliere della circoscrizione Tiche, Alessandro Cotzìa. «In 12 anni di presenza nel Consiglio circoscrizionale, tante sono state le proposte trasmesse dal Consiglio comunale, dal contenuto quanto mai variegato, sulle quali siamo stati chiamati a esprimere i pareri obbligatori, ma nessuna di esse mi aveva fatto rimanere a bocca aperta – spiega – lo stupore che traspariva dal mio viso si leggeva, neppure troppo velatamente, sul volto di tutti i consiglieri, e infatti abbiamo bocciato all’unanimità la proposta.
«E pensare che solo qualche giorno fa, in occasione di una trasmissione televisiva, ho avuto un acceso confronto col consigliere comunale Paolo Romano, il quale sottolineava come certe delibere dei Consigli circoscrizionali destino sgomento, per il modo in cui sono formulate e, soprattutto – a suo dire – per il loro contenuto. Ebbene, sono curioso di sapere in che modo il consigliere Romano, oltre al Consiglio comunale tutto, accoglierà la proposta di mutarne la denominazione in “Senato della Città” e, soprattutto, quale sarà l’esito della votazione».
Da una prima indagine superficiale, pare che questa idea abbia riscosso pochi proseliti e anche il parere contrario del dirigente del settore Affari generali, pur tuttavia l’ex presidente di Tiche conclude con una battuta: «Se la proposta di istituire il “Senato della Città” dovesse essere approvata dalla maggioranza dei consiglieri, Siracusa ci guadagnerebbe in tutto, in efficienza, in produttività, in competitività e, non da ultimo, in prestigio, considerato che in un colpo solo acquisterebbe ben 40 senatori».
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