Giudiziaria
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10/03/2011 09:42

Claudia Larissa è morta sul colpo

Conferenza stampa del procuratore Puleio stamani in Tribunale a Modica

di Giuseppe Savà

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Il Pm: "No all'autopsia
Il Pm: "No all'autopsia

Modica – Claudia Larissa è morta sul colpo.

Il procuratore della Repubblica di Modica Francesco Puleio ha incontrato stamani i giornalisti ricostruendo brevemente la tragica morte della bambina rumena di sei anni investita da una littorina ieri mattina all’altezza di Marina di Modica.

 

Secondo la nostra ricostruzione, il macchinista ha azionato tutti i dispositivi di sicurezza per evitare l’impatto col corpicino della piccola, così magro ed esile, ma un treno, per fermarsi, ha bisogno di 150 metri…”.

 

 

 

Non concede interviste televisive il procuratore, “non mi pare il caso. La foto della bambina? E’ vietato per legge diramarla”.

Claudia Larissa non ha un volto, ma è riuscita a commuovere. I compagnetti della scuola materna Santa Marta, di modica alta, le maestre, la preside, che la ricordano come vivacissima e intelligente.

 

 

 

 

Il predellino le ha spezzato in due la colonna vertebrale, sbalzandola sulla scarpata, dove ha sbattuto la testa, ma era già morta”, aggiunge con gli occhi bassi il Procuratore. “Abbiamo deciso di non fare autopsia. Il corpo martoriato della piccola non dava adito a dubbi. Così come la scaletta di accesso al treno: nell’urto si è addirittura storta.

 

 

La Procura ha sequestrato la scatola nera del treno, ma le Ferrovie assicurano che i limiti di velocità sono assicurati da una sorta di “pilota automatico” che mette in folle e addirittura frena la macchina se chi è alla guida tenta di forzarne l’andatura.

La littorina non sarebbe potuta uscire se tale sistema di “default” non avesse funzionato.

Tradotto? “Secondo le nostre informazioni la littorina andava a 60, 70 km all’ora, entro i limiti previsti in quella semicurva, dove la visuale è limitata. Il macchinista ha azionato la sirena e i freni, ma la bambina non ha avuto l’intuizione di buttarsi di lato, anziché scappare in avanti, temendo di cadere dalla massicciata”.

 

 

Ci sono iscritti nel registro degli indagati?

D’ufficio abbiamo dovuto iscrivere il macchinista”.

E i genitori?

Non posso rispondere su un aspetto dell’inchiesta così delicato”.

Ci sono altri iscritti nel registro?

Forse si”.

 

Altro?

“Vi prego, non dite che è rom.

La bambina era rumena, ma non era rom”.