L'arresto di Gaspare Vitrano, Pd, con 10 mila euro di mazzetta in tasca
di Redazione
Vi ricordate l’impresa del Palasharp? Il partito di Bersani scendeva in campo con le sue truppe migliori, senza bandiere, e con l’azionista di maggioranza in prima fila, per salvare «l’onore dell’Italia». Parole che ricorrevano: libertà e giustizia, legalità. Il guru dei tamarri, quello che indossa i calzini bianchi corti e li mette pure in mostra, o la maglia salvasalute, bianca anch’essa, sotto la camicia aperta a mo’di guascone ipocondriaco, Roberto Saviano, dicevo, denunciava il «gioco di prestigio» del voto di scambio che tiene in ostaggio la democrazia: 50 euro nell’urna per farti rifare una strada cui da cittadino avresti diritto. Sante parole, Robertino. Sante parole. E lo slogan di quella giornata, lo ricordate? Niente per noi? tutto per tutti!
E che vi pare che quelli del PD hanno perduto tempo nel mettere in pratica le buone ragioni del calembour della legalità? Niente per loro? Tutto per loro!
E gli arresti in Sicilia per le mazzette del fotovoltaico la dicono lunga assai sulla morale, sulla legalità, sulla libertà e sull’ idea di giustizia del Partito Democratico. Due deputati, e tutti e due del PD, Gaspare Vitrano, braccio destro dell’ex ministro Cardinale, e Mario Bonomo, siracusano, dentro l’affare d’oro dei pannelli fotovoltaici siciliani.
Il bello è che fino a ieri, 12 Marzo 2011, ripercorrendo le gesta del Palasharp, il Partito Democratico, assieme alla gente comune, assieme alla povera gente, assieme alla gente onesta, quella che con le mazzette non avrà mai a che a fare, scendeva in piazza per la legalità, per la giustizia, per la morale e per l’onore dell’Italia. Coglionando gli Italiani e l’Italia intera.
Mi ritornano in mente le parole che l’altro guru dei democratici (quello che veste bene e indossa pure le cravatte di E. Marinella) rivolgeva al pubblico del Palasharp, l’emerito presidente (consentitemi una minuscola d’ordinanza) Oscar Luigi Scalfaro: «Non arrendiamoci mai. Ognuno faccia la sua parte». E la parte, la loro parte, una gran bella parte dei soldi destinati allo sviluppo del fotovoltaico siciliano, quelli del Partito Democratico guidato da Lupo, l’hanno fatta eccome! Anzi, la parte -il gioco di parole è innocentemente voluto- se la sono pure spartita. Perché non serve a niente avere mani pulite e tenerle in una tasca vuota.
Magari arraffando bollette, mazzette, bustarelle e tangenti da 10.000 euro a botta, le mani resterebbero sempre al calduccio della saccoccia, delle lordure nessuno se ne accorgerebbe mai, e le tasche da vuote a piene in men che non si dica. Così, onestamente, mica per arricchirsi alle spalle dell’Italia migliore? Così, democraticamente, per restituire onore all’Italia, per disegnare un paese diverso.
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