Imminente il rilascio
di Redazione


Tripoli – Gli pseudo rapitori libici hanno chiesto scusa per non aver permesso agli ostaggi dell’Asso 22 di comunicare prima con i loro familiari.
E’ il papà di Antonino Arena a rivelarlo durante l’incontro che si è tenuto stamani a palazzo La Pira a Pozzallo, dove i familiari dei tre pozzallesi tenuti ostaggio nella nave hanno incontrato il Prefetto e il Questore di Ragusa.
Si sa che i miliziani libici sono armati ma non hanno esplosivo a bordo.
“Il rimorchiatore è rientrato nel porto di Tripoli e i marinai hanno potuto prendere contatti diretti con i familiari”: lo conferma la Farnesina in merito alla vicenda dell’Asso 22, la nave italiana trattenuta da sabato scorso dalle autorità libiche. Il ministro degli Esteri Franco Frattini e la Farnesina “continuano a seguire ininterrottamente, in stretto coordinamento con le istituzioni competenti e con la ‘società Augusta off shore’, la vicenda dell’Asso 22 avendo come unico obiettivo la sicurezza del personale a bordo” si legge in una nota del ministero.
“Nel mantenere, per la propria parte, il necessario riserbo in ragione del contesto difficilissimo nel quale ci si trova a operare – prosegue il testo – la Farnesina conferma che al momento il rimorchiatore è rientrato nel porto di Tripoli e i marinai hanno potuto prendere contatti diretti con i familiari”. “Questi ultimi – a quanto si apprende – sono tenuti informati dalla Società Augusta off shore che condivide le informazioni sull’evoluzione della vicenda con il ministero della Difesa e la Farnesina, che ha anche aperto un complementare canale di informazione con i familiari più stretti e che manterrà fino all’auspicabile conclusione della vicenda”.
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