"E' solo un problema di procedure, i fondi ci sono", ha detto Fitto.
di Redazione

Catania – Il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha rassicurato oggi a Catania circa l’esistenza dei fondi per il raddoppio della Ragusa-Catania.
“E’ solo un problema di procedure, i fondi ci sono”, ha detto Fitto.
Il presidente Franco Antoci ha fatto voti affincheè Fitto possa intercedere presso il Ministro Tremonti, che al momento ha bloccato sia il raddoppio della Ragusa-Catania che l’apertura dell’aeroporto di Comiso.
Le rassicurazioni di Pier Carmelo Russo
Dai fondi Fas, che lo Stato trasferirà alla Regione, ci saranno le risorse disponibili per il raddoppio della Ragusa – Catania, così come già era stato previsto dal governo Lombardo. Si tratta di 217 milioni di euro che rappresentano una quota parte del finanziamento pubblico per il progetto di finanza. Al termine di una lunga giornata, iniziata a Ragusa con la convocazione degli Stati generali dell’area iblea, pronti alla mobilitazione contro Stato e Regione, con l’ipotesi perfino di una marcia lenta dall’aeroporto di Comiso a quello di Catania, con relativa occupazione dell’aerostazione, è stato ieri sera l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Pier Carmelo Russo, ad assicurare che la Regione non ha mai messo in dubbio il finanziamento e che adesso, con le nuove rassicurazioni arrivate dallo Stato sui fondi Fas, le risorse potranno essere presto disponibili.
“La Regione ha considerato, e considera, la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania un obiettivo fondamentale per la creazione di un moderno sistema di infrastrutture viarie – spiega Russo -. Infatti, grazie all’impegno e alla dura chiarezza del governo regionale nella richiesta di attribuzione delle necessarie risorse finanziarie, soltanto nella giornata di venerdì è pervenuta una lettera con la quale il ministro Matteoli ha dichiarato che le somme necessarie, a valere sul Fas 2007-2013, devono ritenersi disponibili. Il mancato trasferimento di tali risorse era stato sino ad oggi l’unica ragione che aveva impedito l’avvio delle procedure”.
Russo, a distanza, risponde alle critiche che proprio ieri mattina erano state mosse dai rappresentanti istituzionali e di categoria dell’area iblea nei confronti della Regione dopo la lettera di fine agosto di Lombardo che in pratica annunciava la revoca del finanziamento per la quota parte regionale, salvo poi ribadire in alcune successive dichiarazioni che si era pronti a fare un passo indietro. “Appaiono del tutto inesatte le affermazioni in ordine ad una ‘revoca’ da parte della Regione – spega Russo – relativamente alla copertura finanziaria per l’autostrada Ragusa-Catania, fatto quest’ultimo mai accaduto. Con il suo intervento il ministro Matteoli ha evidentemente superato il diverso avviso espresso, solo poche settimane fa, da altri esponenti del governo nazionale, i quali avevano escluso la possibilità di utilizzo e di programmazione delle risorse del Fas 2007/2013”. L’assessore regionale si dice adesso pronto a mettersi in contatto, già a partire da domani, con i ministeri interessati alla questione Fas anche perché si ritiene di utilizzare tali somme per tutti gli interventi infrastrutturali da realizzare in Sicilia, “non essendo ipotizzabile che ciò possa valere per la sola Ragusa-Catania. Chiederemo, dunque, l’immediato accredito delle somme necessarie al sollecito avvio di ogni ulteriore adempimento”.
La riunione di ieri mattina degli Stati generali dell’area iblea aveva riguardato la possibilità di attivare forti proteste nei confronti della Regione e dello Stato, anche con l’occupazione dell’Ars e del ministero dell’Economia, visto che dal ministro Tremonti manca ancora la firma sull’atto di trasmissione della delibera del Cipe per la registrazione della Corte dei conti, atto che permetterebbe la comparazione dell’offerta economica del progetto di finanza. Se dunque, come dice l’assessore Russo, si hanno adesso certezze maggiori sui fondi Fas, la riunione di ieri ha raggiunto un primo obiettivo, ottenere chiarezza massima da parte della Regione. Ora tocca anche allo Stato. (Michelangelo Barbagallo)
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