Cronaca
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31/03/2011 17:16

Pozzallesi ostaggio a Tripoli, 12 giorni di trepidazione

Resta un mistero fitto

di Telenova

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Asso 22
Asso 22

Pozzallo – Dodici giorni di ansia, trepidazione, timore. L’attesa per i parenti dei tre marittimi pozzallesi a bordo del rimorchiatore Asso 22, bloccato a Tripoli dal 19 marzo scorso, non si è ancora conclusa. I congiunti dei marinai Giorgio Coppa, Salvatore Boscarino e Nino Arena sono sempre chiusi nel loro silenzio, aspettando notizie positive dalla Farnesina sulla liberazione dei loro familiari, finiti nelle mani di un corpo armato libico, che dodici giorni fa ha occupato il rimorchiatore, con a bordo 11 persone, fra cui otto italiani, e fra questi, quattro siciliani tutti originari di Pozzallo (il quarto siciliano è il pozzallese Graziano Scala, che da anni risiede in provincia di Siracusa).

Resta un mistero fitto il perché il natante della società Augusta off shore dell’armatore Mario Mattioli, che ha eseguito un lavoro in Libia, in una piattaforma petrolifera dell’Eni, non abbia ancora potuto far ritorno in Sicilia, dato che non è stata avanzata alcuna richiesta di riscatto per la liberazione degli uomini dell’equipaggio: ufficialmente il rimorchiatore non è in stato di sequestro, ma di fatto è ancora bloccato in Libia.