La fetta più grossa delle risorse sbloccate dall'assessorato è andata all'Associazione siciliana amici della musica di Palermo
di Redazione

Palermo – In un periodo di tagli e grandi ristrettezze per il mondo della cultura, arriva una boccata d’ossigeno per 94 associazioni concertistiche siciliane che promuovono la diffusione della musica sinfonica, lirica e jazz. L’assessorato regionale per il Turismo, sport e spettacolo ha infatti emanato il decreto di approvazione del piano di riparto delle somme destinate alle associazioni, che svolgono la loro attività senza fini di lucro, per le attività svolte nel corso del 2010: si tratta complessivamente di fondi per un milione e 739 mila euro, provenienti dal bilancio della Regione, destinati anche a quelle realtà che si occupano di musica da camera, oltre che popolare e corale. Il decreto emanato dall’assessorato rielabora quello pubblicato alla fine del 2010 e che era stato sospeso per via di alcuni «errori materiali di calcolo».
I fondi per le associazioni concertistiche arrivano in applicazione di una legge regionale datata 1985: la legge, infatti, considera questo tipo di attività musicale «un servizio di rilevante interesse culturale e sociale» e stabilisce una serie di interventi per favorirne lo sviluppo e la promozione.
Ad approvare le richieste provenienti da tutte le nove province siciliane è stato un nucleo di valutazione dell’assessorato. Il team di esperti ha valutato la validità artistica del programma proposto dalle singole associazioni musicali. Nella valutazione complessiva si è tenuto conto del numero e dell’importanza delle manifestazioni realizzate nell’ultimo anno, ma anche della storia e del curriculum acquisito dalle stesse associazioni nel corso della loro attività.
La fetta più grossa delle risorse sbloccate dall’assessorato è andata all’Associazione siciliana amici della musica di Palermo, che ha ricevuto un contributo di oltre 340 mila euro. Al secondo e terzo posto due associazioni musicali con sede a Messina: la Filarmonica Antonio Laudamo, cui sono stati assegnati 155 mila euro, e l’Associazione accademia filarmonica di Messina, cui sono stati destinati fondi per più di 153 mila euro. Scorrendo l’elenco reso noto dall’assessorato al Turismo, si trovano poi l’Associazione amici della musica Trapani, con oltre 89 mila euro, e l’Associazione Catania jazz, con più di 55 mila euro. A Catania un contributo consistente è andato anche all’Associazione etnea per la musica jazz “The Brass Group” (47.500 euro). Ammontano a 54 mila, invece, i fondi previsti per il bilancio dell’Associazione siracusana amici della musica.
A Palermo quasi 37 mila euro andranno alla Fondazione The Brass Group, mentre le casse dell’Associazione culturale Curva Minore e delll’Associazione Kandinskij saranno rimpinguate rispettivamente con 35 e 33 mila euro. Fondi anche per l’Associazione amici della musica Rosario Lucchesi di Vittoria, in provincia di Ragusa, che riceveranno un sostegno economico pari a 37 mila euro.
Per quanto riguarda i contributi relativi al 2011, invece, le domande arrivate al dipartimento Turismo, sport e spettacolo sono 130. Nella valutazione delle richieste di fondi per il nuovo anno, tuttavia, entreranno in gioco nuovi metri di giudizio. L’obiettivo finale è quello di premiare tutte quelle realtà musicali in grado di camminare con le proprie gambe e che non basano la loro programmazione sull’intervento pubblico: «Nel bando per il 2011, emanato alla fine dell’anno scorso – afferma l’assessore al Turismo, Daniele Tranchida – sono stati inseriti nuovi parametri di valutazione, quali, ad esempio, la presenza di spettatori paganti o di eventuali sponsor privati. L’acquisizione di questi dati – continua Tranchida – consentirà all’amministrazione di valutare la capacità delle singole associazioni di vivere anche di vita propria, senza basare tutta la propria attività sulla partecipazione della Regione Siciliana, tanto più in un momento in cui la spesa pubblica sta subendo una drastica contrazione, sia a livello nazionale che locale».
Secondo l’assessore regionale al Turismo «in questo modo le già scarse risorse potranno essere convogliate su realtà artistiche della cui solidità l’amministrazione ha dati certi e sarà limitata la dispersione in mille rivoli dei fondi».
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