Attualità
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11/04/2011 22:47

Mandate Berlusconi a condurre Porta a Porta

Alla faccia del conflitto di interessi

di Giuseppe Savà

Berlusconi a Porta a Porta
Berlusconi a Porta a Porta

Assisto con tristezza alla decadenza di alcune cariatidi del giornalismo e dell’intrattenimento televisivo nazionale.

Il crollo dell’audience delle trasmissioni Porta a Porta (15 anni di onorata servitù) e della sua declinazione in “Centocinquanta”, il programma per l’unità d’Italia co-condotta dai settuagenari Pippo Baudo e Bruno Vespa, con tanto di litigio finale per via della proposizione della faccia di Michele Santoro come uomo simbolo della Rai (un affronto per Vespa), è il sintomo di una stanchezza del pubblico televisivo di fronte all’arrogante ripetersi delle stesse facce da ormai 40 anni.

Ho una proposta da fare ai nostri anchorman: invitino Silvio Berlusconi a condurre Porta a Porta, Fantastico, Domenica In, Carramba che Sopresa.

E’ più bravo di Vespa, è più talentuoso di Baudo.

 

Ho un ricordo, de relato, su Berlusconi, che mi offre la misura di quanto il personaggio non sia pericoloso come lo si dipinge.

 

Berlusconi è un Alberto Sordi presidente del consiglio, non ha nulla di Gheddafi, e neppure di Mussolini.

E’ forse questo il nostro più grande cruccio.

 

Correvano gli anni novanta e invitò a cena, ad Arcore, alcuni giornalisti dipendenti della sua azienda.

 

 

A fine serata li invitò a fare una passeggiata in giardino.

 

“Diamoci la mano!”

 

E tutti a guardarlo esterrefatti.

 

“Si, diamoci la mano e corriamo”.

 

Come dei bambini, uomini e donne fra i cinquanta e i sessanta anni si misero a correre in giardino, fin quando, trafelati, non arrivarono davanti a un mausoleo.

 

 

“Sapete cosa è questo?”

 

chiese ridendo Silvio.

 

 

“No….”

Risposero interdetti i giornalisti.

 

“E’ il monumento alla memoria di mio padre!” esclamò sorridendo soddisfatto come un bambino.

 

I giornalisti a bocca aperta non sapevano cosa dirgli.

 

Fare le condoglianze?

 

Ecco, Berlusconi è questo.

 

Non c’è il rischio che ci assoggetti in dittatura, perché la tentazione di fare una pernacchia nel momento topico sarebbe più forte di lui.

 

Bruno Vespa si dimetta da Porta a Porta, ceda la conduzione, e faccia l’ospite.

 

Berlusconi conduttore televisivo sarebbe divertimento puro.

 

Alla faccia del conflitto di interessi.