Lo comunicano Resi Iurato e Gerardo Filippini
di Redazione


Scicli – Giovedì 31 Marzo, da Ragusa, sono partiti quindici cani catturati in c/da Pisciotto dopo la morte del
piccolo Giuseppe Brafa.
Per due anni hanno vissuto, in spazi ridottissimi e freddi, senza una cuccia e con un contatto minimo con l’uomo.
Il nostro impegno, dopo aver constatato la loro condizione è stato quello di cercare una possibilità di vita degna di questo nome.
L’impressione era quella di trovarsi davanti a cani impauriti e non aggressivi, cani abbandonati al loro triste destino.
Insieme è stato possibile…
Con Ilaria Innocenti e Gianluca Felicetti, della LAV nazionale, che hanno trovato la disponibilità del Rifugio di Novara, specializzato nella risocializzazione di cani in difficoltà, e stanziato i fondi per l’opera di riabilitazione.
Con il Comune di Scicli, con il Sindaco Giovanni Venticinque e gli Assessori competenti, Vincenzo Iurato e Angelo Giallongo, con l’Ufficio Randagismo (A. Bonincontro e A. Galota) che ha erogato i fondi necessari per continuare a mantenere questi cani, con l’Asp nella persona del Dott. Gintoli che ha dato le autorizzazioni e del Dott. Inclimona che ha monitorato la partenza dei cani.
Un grazie di cuore al nostro coordinatore Biagio Battaglia, a Tiziana Iozzia della Lav di Modica che con Gerardo Filippini ha accompagnato i cani a Novara, a Nuccio e Mimma della Lav di Ragusa per l’aiuto concreto.
Ancora grati ai proprietari, agli operai e al dott. vet. E. Occhipinti del canile dove erano ricoverati questi cani, che consapevoli da sempre di non poter offrire una migliore sistemazione hanno collaborato per far si che il trasferimento potesse realizzarsi.
Grazie a Giovanni Pallotti, responsabile del canile di Novara, che con la sua simpatia e cordialità ha dato una “casa” a questi cani dimostrando ancora una volta, che Nord e Sud possono stringersi la mano e continuare a credere in un’Italia unita.
Io e Gerardo della Lav di Scicli, abbiamo avuto la forza di non arrenderci, nonostante le continue difficoltà e perplessità di tanti e nonostante la paura di sbagliare e di non farcela.
Il lavoro è stato lungo e durissimo, ma adesso siamo felici per aver ridato una speranza a questi cani e per non esserci dimenticati mai in questo lungo periodo del piccolo Giuseppe che è stato sempre il nostro punto di riferimento.
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