Le coincidenze impossibili: lettera al sindaco Venticinque
di Romana


Roma – Gentile Signor Sindaco,
chi Le scrive è Romana. Sì, quella che si firma così nei commenti di RagusaNews per distinguersi da coloro che si firmano Sciclitani, o Orgogliosi di essere Sciclitani, ecc..
Scicli è bella, signor Sindaco e Lei lo sa bene. Non perdete occasione di citare l’Unesco che l’ha considerata suo patrimonio. Io Scicli la conosco e a Roma vanto ai miei amici le sue bellezze. Ieri sono andata subito ad ammirare la mia chiesa sciclitana preferita, quella di San Bartolomeo. Mi piace perché risalta vicino alla roccia.
Lei dirà chi se ne frega. Guarda quello che ti pare. Con quello che ho da fare … ma questo era solo il cappello, doveroso. Quello che voglio dirLe con questa lettera, che spero leggerà attraverso RagusaNews (mi viene sempre di scrivere ScicliNews) è che avete voglia di vantare – assieme a me, s’intende – le bellezze di Scicli, ma come caspita arrivano i turisti a Scicli se a Siracusa bisogna aspettare QUATTRO ORE per prendere un treno? Sono arrivata da Roma con trentacinque minuti di ritardo, e vabbe’, e quindi non ho potuto prendere il treno delle dieci e dieci che era già partito ma come si può stare lì in attesa del treno che c’è alle quattordici se un viaggiatore (in questo caso IO) ha trascorso una intera nottata in viaggio? Ma manco Santa Rita! (Ho nominato una santa a caso. In questo caso è quella da Cascia).
Lei obietterà che il sindaco di Scicli con le ferrovie non c’entra niente. Vero. Però io, al suo posto, una letterina o meglio una letteraccia alle Ferrovie, a Trenitalia o come si chiama la farei.
Mi chiedo: ma gli anziani sciclitani residenti al Nord o al Centro come fanno a tornare al loro tanto amato bel paesello se solo partendo da Roma, con un ritardo di mezzora, devono affrontare un viaggio – come nel caso di specie – di diciotto ore? Ma manco nel Burundi!
Forse sono l’unica che arriva a Scicli in treno passando da Siracusa. Tutti mi dicono di prendere l’aereo o di scendere alla stazione di Catania e salire su un pullman. Forse mi comporto da nostalgica e non dovrei farlo. Forse mi piace prendere quel treno perché mi ricorda mio zio ferroviere che ci salutava da quei binari, o perché attraversa quei campi, quelle terre, quegli olivi, mi piace passare per la stazione di Sampieri (unica è dir poco), mi piace ricordare il suo capostazione e le persone che arrivavano o partivano nelle estati passate.
Lo so che sono una delle poche che si lagnano della carenza di treni da e per Scicli, come so anche che Lei mi leggerà e farà. Qualcosa farà. Ci conto.
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