Attualità
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19/04/2011 10:41

Corsa contro il tempo per riaprire la chiesa Madre di Scicli

Fine maggio?

di Adriana Occhipinti

Meteo: Scicli 22°C Meteo per Ragusa
Chiesa Madre Scicli
Chiesa Madre Scicli

Scicli – Potrebbe presto riaprire al culto la chiesa Madre di Sant’Ignazio di Scicli e l’importante momento, molto atteso dalla comunità di fedeli e non solo, potrebbe essere celebrato in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Milizie. Per il momento sono solo indiscrezioni, nulla di ufficiale, ma si attendono a breve conferme. Gli ecclesiastici hanno le bocche cucite, non vogliono sbilanciarsi e dare false speranze ai devoti, ma sembra proprio che, dopo oltre quattro anni in cui la chiesa è stata interessata da opere di consolidamento e di restauro, i lavori siano quasi ultimati. Eseguiti gli ultimi ritocchi di decorazione in una cappella, il luogo di culto dovrebbe tornare fruibile e con molta probabilità a fine maggio potrà accogliere nuovamente i numerosi fedeli. La chiesa è una delle più antiche della città ed è la sede della matrice dal 1874, da quando, cioè, venne chiusa la chiesa di San Matteo; nel 1986, per decreto vescovile, intitolata a San Guglielmo Eremita. Era annessa al convento dei Gesuiti, che nel 1961 fu demolito per far posto all’attuale edificio scolastico. Fu distrutta assieme al collegio, ancora in costruzione, dal terremoto del 1693, e successivamente fu ricostruita e sembra che i lavori si siano conclusi intorno al 1751, visto che tale data compare sulla facciata della chiesa. Una chiesa storica che finalmente verrà restituita ai devoti e ai cittadini nonostante il notevole ritardo rispetto ai tempi previsti. I lavori di messa in sicurezza della chiesa Madre di Sant’Ignazio furono appaltati, infatti, circa quattro anni fa, dal Dipartimento della Protezione Civile di Ragusa e proprio sul cantiere di consolidamento della chiesa si scoprì che il parroco degli anni sessanta aveva demolito i contrafforti, indebolendo la struttura della chiesa, e con la stessa pietra dei contrafforti aveva realizzato una superfetazione. Inoltre un errore, compiuto nella scelta della carta velina posta a protezione dei dipinti, della colla, oltre che nella individuazione della consistenza stessa degli affreschi avrebbe prodotto un danno grave: intere macchie di colore sarebbero state compromesse, asportate e adulterate. Adesso si attendono gli ultimi ritocchi ai decori di una cappella e si spera che entro un paio di settimane si possano avere conferme ufficiali sul giorno in cui verranno finalmente riaperti i grandi portoni dell’importante luogo di culto che sarà così restituito alla città.

 

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