Attualità
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22/11/2021 17:18

Violenza sulle donne, nuova sala nella questura di Caltanissetta

di Ansa

Violenza sulle donne, nuova sala nella questura di Caltanissetta
Violenza sulle donne, nuova sala nella questura di Caltanissetta

CALTANISSETTA, 22 NOV Un ambiente favorevole per
aiutare le donne vittime di violenza e incoraggiarle a
descrivere agli agenti della Polizia di Stato l’esperienza
subita. Nella sede della Squadra Mobile della questura di
Caltanissetta, con il sostegno della cooperativa sociale
“Etnos”, è stata realizzata la stanza degli aquiloni, una sala
ascolto protetto per le vittime di violenza. “Le prime parole di
una donna che denuncia ha detto la presidente della Corte
d’Appello Maria Grazia Vagliasindi sono le più importanti,
perché sono lo sfogo di una donna che ha deciso, perché
esasperata, soffocata, dalla sofferenza, dal dolore,
dall’impossibilità di continuare, determinata finalmente a
vincere la paura. La capacità di chi raccoglie le prime
dichiarazioni è sicuramente la migliore garanzia per
l’innalzamento della tutela dei diritti delle donne che è il
prototipo della tutela dei diritti umani”. Il procuratore Lia
Sava ha posto l’accento sul fenomeno del sommerso. “La violenza
sulle donne è un fenomeno trasversale che riguarda tutte le
classi sociali. Se le donne ha detto il procuratore generale
Lia Sava si sentono accolte nel momento in cui decidono di
aprirsi e di cercare giustizia sarà tutto molto più semplice.
   
Nel nostro territorio il fenomeno del sommerso è molto
significativo. A volte nelle classi sociali più alte le donne
non denunciano per paura di perdere l’immagine della famiglia
del mulino bianco e apparentemente felice. Così come donne di
classi sociali più basse non denunciano perché non avrebbero
mezzi alternativi di sostegno”. Il questore di Caltanissetta
Emanuele Ricifari ha sottolineato: “La Polizia di Stato affianca
la vittima in ogni fase, in quella investigativa, in quella
processuale, e quella successiva che riguarda la vita esterna.
   
Ecco perché è fondamentale anche il rapporto con associazioni
antiviolenza e con quelle che si occupano della successiva
assistenza”. (ANSA).