Attualità
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25/05/2011 14:55

Gli studenti di Giurisprudenza incontrano Enzo Di Raimondo

"Ci sentiamo precari"

di Redazione

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Enzo Di Raimondo
Enzo Di Raimondo

Ragusa – All’indomani dell’elezione del nuovo presidente del Consorzio Universitario Ibleo nella persona del dott. Enzo Di Raimondo, il Comitato torna a levare alto il suo appello affinché le sorti dell’ottimo corso di laurea ragusano non vengano abbandonate alle eterne precarietà di bilancio. 

Gli Studenti hanno appreso con piacere come, rivolgendosi alla stampa a margine della sua elezione, Di Raimondo abbia inserito tra le priorità dell’Ente la riapertura del negoziato con l’ateneo catanese, al fine di ottenere un’ulteriore proroga annuale (in vista del tanto discusso Quarto Polo) o , almeno, l’esaurimento, come peraltro già oggi concesso agli iscritti in Lingue a Catania. Positivo, altresì, che il neopresidente abbia ammesso che l’indotto generato dai più di ottocentocinquanta iscritti del distaccamento ibleo sia più che notevole, pari -secondo quanto da lui stesso stimato- a ben 24 milioni di euro (a fronte di un investimento pubblico che, al confronto, è pressoché irrisorio: “soli” 3 milioni di euro). 

Oggi stesso il Comitato ha preso appuntamento con il Presidente per un incontro, che si terrà nella mattinata del prossimo giovedì, per fare il punto della situazione, discutere delle immediate prospettive del distaccamento di Giurisprudenza a Ragusa e illustrare, da parte del Consorzio, i tempi e i modi del suo programma di azione. 

È fissata invece per mercoledì 25 una riunione, interna al Comitato, volta a fare il bilancio su quanto fatto fin’ora e pianificare le iniziative per l’immediato futuro. 

«Stando almeno a quanto abbiamo potuto apprendere dalla stampa e dalla disponibilità al dialogo già manifestataci dal presidente Di Raimondo -ha commentato il coordinatore Alessandro Testone-, almeno nelle intenzioni, il Cda starebbe ponendo le condizioni migliori affinché al nostro splendido territorio sia risparmiata quella che sarebbe una vera calamità economica, sociale e culturale. Naturalmente -ha aggiunto- le parole non bastano e confidiamo che nell’incontro di giovedì esse possano tradursi in impegni concreti e temporalmente circostanziati». 

«L’incontro di giorno 26 -annuncia il portavoce Ignazio Spadaro- sarà anche l’occasione perfetta per consegnare al Presidente le numerose firme che, sia pure nella ristrettezza pratica dei tempi, tantissima gente da tutta la Provincia ha accettato con entusiasmo di donarci, a sostegno della nostra petizione contro la chiusura».