Denunciati tre catanesi
di Redazione


Modica – Nella notte durante l’esecuzione di servizi di perlustrazione per la repressione del contrabbando, del traffico di stupefacenti e delle violazioni in materia di polizia marittima, una pattuglia di finanzieri effettuava un controllo nei confronti gli occupanti di una autovettura che trainava un carrello con un natante da diporto al seguito.
Nel corso del controllo, abilmente occultati fra le intercapedini dell’imbarcazione, venivano rinvenuti nr. 2.500 ricci di mare pescati di recente nonché idonea attrezzatura utilizzata per la pesca di frodo (bombole d’ossigeno, mute subacquee, coppi ed altro).
Considerato che attualmente risulta in vigore il divieto della pesca dei ricci di mare che è iniziato il 1° maggio e terminerà il 30 giugno sia per i pescatori professionisti sia per i pescatori sportivi e si incorre anche nell’applicazione di sanzioni amministrative, oltre al sequestro del pescato e delle attrezzature, i militari accompagnavano i responsabili, nr. 3 persone residenti nel catanese, presso gli uffici della Tenenza di Modica, ove si procedeva al sequestro dell’attrezzatura subacquea e degli echinodermi che, essendo ancora vivi, venivano rigettati a mare nella stessa giornata, allo scopo di soddisfare l’esigenza di conservazione della biodiversità soprattutto in questo periodo di fermo biologico, necessario per il ripopolamento delle specie protette.
I tre pescatori di frodo, sorpresi in flagranza dell’illiceità compiuta, sono stati segnalati all’Autorità marittima competente e contestate violazioni amministrative per oltre 9.000 euro.
L’operazione si inserisce nell’attività di vigilanza e controllo in materia di pesca marittima che svolge il Corpo in sinergia con tutte le altre Forze di Polizia prima fra tutte la Capitaneria di Porto.
I controlli continueranno serrati a salvaguardia dell’ecosistema marino e del rispetto delle norme in vigore.
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