Il siciliano, lingua internazionale. Anche nel deserto
"On the left", ovvero "stocca a sinistra"
di Redazione
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Il deserto che conduce a Tozeur è monotono come il suono di una campana tibetana. La troupe di cineasti, montatori, attrezzisti, direttori della fotografia, segretari di produzione e quant’altro viaggiavano a bordo di una sorta di autobus attrezzato alla bisogna. Destinazione Tozeur, occorreva girare un video lì, nella Tunisia bassa, l’avamposto più meridionale dell’Africa romana. Piatto, di una prevedibilità a volte banale, l’orizzonte del cielo.
Francesi, inglesi, nessun arabo, se non l’autista, il driver cui la troupe cinematografica si era affidata.E poi c’era un italiano, il cantante. Solo il fonico, di Londra, conosceva la strada. A un certo punto David si accorge che bisogna svoltare. A sinistra.
“On the left”, grida all’autista arabo. Ma l’arabo è arabo e capisce l’arabo. “A’ gauche”, ripete, passando al francese. L’autista arabo, assorto nei suoi desertici pensieri, non ascolta e tira dritto come un sordo, neanche immaginando che qualcuno degli ospiti famosi possa rivolgergli la parola per dire a lui di Tozeur, dov’è Tozeur. Dal fondo del pulmino, il cantante, l’italiano, si lascia andare a una quasi imprecazione, estranea al suo aplomb: “Stocca a sinistraaaa!” L’autista svolta immediatamente. Tutti si girano e guardano il cantante impietrito con le spalle al muro, sull’ultima fila di sedili del bus. “Come hai fatto?” sembrano chiedergli. Lui attonito. L’autista si gira e spiega: “Mpari, aiu fatti ru’anni u vu cumprà a Playa”.
Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistite è puramente casuale.