Cronaca
|
13/06/2011 10:18

Scicli, spedizione punitiva, arrestati due tunisini

Un triangolo finito male

di Redazione

Meteo: Scicli 25°C Meteo per Ragusa
Cavalleria rusticana
Cavalleria rusticana

Scicli – Una storia d’amore finita male. 

Lei albanese, lui tunisino. Lei lascia il tunisino per uno sciclitano. E finisce a cavalleria rusticana. 

Uno in carcere ed uno con obbligo giornaliero di firma. Non l’hanno fatta franca i due  tunisini protagonisti di una “spedizione punitiva” ai danni di una donna e del suo convivente.

I due extra-comunitari sono stati tratti in arresto a Scicli dai carabinieri della locale Tenenza dopo un episodio alquanto movimentato. L’uomo che si trova rinchiuso nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta è C.W., 44 anni, mentre quello con l’obbligo di firma è il suo amico B.B. 27 anni.

 

La storia d’amore


Tutto comincia da una storia d’amore finita male e da periodiche richieste di soldi avanzate alla donna. Un anno fa C.W., dopo un periodo di convivenza con  una donna di nazionalità albanese T.B. 29 anni, è costretto a lasciare l’abitazione in cui vive, nel centrodi Scicli, per le continue incomprensioni con lei.

Mentre la cittadina albanese vive un nuovo amore con uno sciclitano, M. G., 48 anni, non riesce a farsi una ragione della separazione. Lo scorso anno, subito dopo l’interruzione della convivenza, decide di chiedere una somma di denaro alla sua ex ed al suo convivente. Riesce, con fare minaccioso, a spillargli la somma di mille euro. Per il quieto vivere la nuova coppia s’arrende e consegna il denaro. Lo scorso 6 giugno C.W. ritorna alla carica. Nel pomeriggio chiama la giovane albanese e chiede la consegna di 500,00 euro. Al diniego il tunisino s’infuria e decide di andare di filato nell’abitazione della giovane e chiedere con la forza la consegna del denaro. Non và solo, però: porta con sé un amico. L’approccio non è dei più sereni: anzi volano le parole forti ed addirittura anche le mani.

I due tunisini menano il nuovo convivente della ragazza albanese dandogliele di santa ragione, reo di aver voluto dare ragione alla sua donna che si rifiuta di consegnare il denaro. Ne nasce una colluttazione con botte da orbi l’un l’altro. Della storia vengono informati i carabinieri della locale Tenenza che traggono in arresto i due tunisini. E’ il Gip Di Marco a disporre le misure: l’innamorato deluso ma a corto di soldi, C.W., finisce in carcere a Piano del Gesù mentre l’amico, B.B., dovrà presentarsi tutti i giorni con obbligo di firma presso la Tenenza dei carabinieri di Scicli.