di Redazione
Il Dipartimento della protezione civile di Ragusa ha celebrato la gara d’appalto per la messa in sicurezza della chiesa di San Bartolomeo.
Un milione di euro, questa è la cifra stanziata, grazie alla rimodulazione della legge 433, con decreto dalla Protezione Civile regionale per il restauro del tetto e la messa in sicurezza, con tecniche antismiche della Chiesa.
Un finanziamento ottenuto in pochissimo tempo, considerando i tempi burocratici, ben più cospicuo del previsto a detta della stessa Dirigente Chiarina Corallo (si aspettavano infatti solamente 200 o 300 mila Euro). I lavori avranno una durata di quindici mesi salvo imprevisti. Per la durata dei lavori il prezioso presepe napoletano di Pietro Padula sarà messo al sicuro in altro luogo, stessa sorte per la tela di Mattia Preti.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, Giovanni Gazzè, per il buon esito delle richieste di finanziamento, protrattesi per oltre dieci anni.
Il Decreto di finanziamento di un milione di euro con cui sarà messa in sicurezza la chiesa di San Bartolomeo è il D.D.G. n. 584 del 18 settembre 2007, firmato dall’ing Salvatore Cocina (Dirigente Generale della Protezione Civile) e dall’ing. Chiarina Corallo (Dirigente della Protezione Civile per la provincia di Ragusa). La chiesa potrà essere restituita al culto e alla pubblica fruizione entro il 2009, stando al cronogramma.
I progettisti sono l’ingegnere Bartolomeo Schembri e l’architetto Rosanna
La chiesa di San Bartolomeo era stata inspiegabilmente esclusa dalle rimodulazioni della legge 433 compiute nel 1999 e nel 2001. E dire che un ampio carteggio era stato predisposto da padre Di Pietro e dal presidente Giovanni Gazzè per denunciare le crepe della volta e la circostanza che dentro la chiesa ci sono infiltrazioni di acqua piovana.
Ora la buona notizia dell’appalto del recupero. Gli sciclitani dovranno tribolare un altro anno, per poter vedere nuovamente fruibile una delle chiese più belle della città, scrigno di tesori d’arte e meta di turisti che da dieci mesi a questa parte restano costernati quando scoprono che la chiesa è inaccessibile.
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