Attualità
|
18/08/2011 16:38

Quell’insospettabile via Dino Zoff a Casuzze

Ma Zoff, grazie a Dio, è vivo...

di Saro Distefano

Dino Zoff
Dino Zoff

Santa Croce Camerina – Leggo sui quotidiani che a Casuzze, frazione balenare di Santa Croce Camerna, un incendio verosimilmente doloso ha distrutto un magazzino con dentro una auto e due motociclette. Danni ingenti. I proprietari sostengono di non avere subito minacce.

Quindi, come possono vedere i più accorti lettori, usi alle notizie di cronaca, nulla di nuovo sotto il sole. Ma a me la notizia ha colpito non in quanto tale. L’incendio, doloso ovvero colposo, involontario o meno, mi interessa poco. Posso solo dispiacermi per i proprietari che hanno subito l’ingente danno economico, oltre alla presumibile paura di vedere le fiamme avvolgere la loro proprietà. Ma siccome ho voglia di notizie liete, o quantomeno poco opprimenti, dalla lettura di questa nota di cronaca apparsa su tutti i quotidiani, online come il nostro o più tradizionalmente cartacei, traggo quel poco che possa farmi sorridere.

E qualcosa ho trovato, spulciando tra le righe e soffermandomi su una nota che ad un primo sguardo mi era sfuggita: l’incendio, come si diceva, è stato appiccato (o si è autoalimentato) in contrada Pescazze, località Casuzze. Per chi non fosse dei luoghi, significa lungo i tre chilometri o poco più di strada che congiungono il comune di Santa Croce camerina con la propria frazione balneare di Casuzze. L’immobile distrutto dalle fiamme era in via Dino Zoff. Proprio così, avete letto bene. Via Dino Zoff. Ho quindi appreso che quel friulano taciturno, col vocione basso e lo sguardo sempre accigliato, considerato dalla stampa a e dalla critica calcistica uno dei più grandi portieri di calcio di tutti i tempi, vincitore di decine di scudetti con la Juventus (ma aspettiamo che il signor Moratti faccia denuncia per avere lui i tricolori del 1971 e del 1981 nel quarantennale e nel trentennale della inchiesta che ha mostrato come anche la sua Internazionale sia meno sporca, non più pulita degli altri) e capitano di quella Nazionale che alzò nel cielo di Madrid la Coppa del Mondo del 1982, ancora ricordata da tutti gli italiani allora (e tuttora) viventi, con Pertini a dargli una mano.

A Casuzze, quindi, il Comune di Santa Croce Camerina ha intitolato una strada al grande atleta friulano. Ma, posso anche commettere un ingenuo errore del quale i lettori mi vorranno cortesemente perdonare, un tempo le strade non si intitolavano a personaggi defunti? Se così non fosse, finisce qui. Ma se io dovessi, al contrario, ricordare bene, vorrebbe dire che a Santa Croce si è infranto un tabù, si è violata una regola (probabilmente non scritta). E se così fosse, se si fosse cioè contravvenuto creando un precedente, si immagina bene, e facilmente, cosa potrebbe accadere da ora in avanti. Anche Cabrini vorrà la sua strada. Ed anche Gentile, ovviamente insieme a Bettega e Altobelli (lo inseriamo, “lo Spillo”, per rendere omaggio ad un interista che però, a fine carriera, volle redimersi giocando una paio di campionati colla Juve, ma attendiamo che il signor Moratti faccia richiesta di recuperare e consegnare all’Inter lo scudetto vinto da Altobelli colla maglia bianconera, per manifesta violazione di ogni regola del bon ton). E ci stiamo limitando ai campioni di quel 1982 (lo so, Bettega non c’era, ma io lo metto lo stesso, e per dimostrare buona volontà inserisco anche Conti e Graziani). Si immagini quando la notizia si spargerà in tutto il paese, e reclameranno il capitano Cannavaro (che però, con le ultime strane notizie potrebbe non volersi fare troppa pubblicità) e Gigi Buffon, Totti e De Rossi e gli altri campioni del 2006. Sarebbe troppo.

Ma, interviene un mio amico ragusano che trascorre l’estate proprio a Casuzze, ad avanzare una suggestiva ipotesi. Sostiene, il vacanziero, che probabilmente l’idea di intitolare una strada al grande Dino Zoff sia arrivata al Comune di Santa Croce Camerina per un puro e semplicissimo disguido, un mero errore, generato da un gruppo di ragazzini di fede – evidentemente – bianconera. Mi racconta infatti il mio amico che, già due o tre anni fa, il Comune decise di aggiornare e regolamentare la toponomastica della frazione balneare. E si operò stabilendo per le due o tre strade principali nomi con riferimento al mare: Corso Oceano Atlantico, per esempio. Per le strade secondarie, invero delle strette viuzze deserte e spaventevoli d’inverno quanto affollatissime e sempre spaventevoli d’estate, con nomi di piante. Una buona idea, sostengo io, perchè se vivi in una casetta a piano terreno di sessanta metri quadrati ma in “Via dell’Ibisco”, o in “Via del Glicine”, ci vivi meglio. Ed ecco il guaio, l’inizio di tutto quanto: una di queste strade, uno delle poche rettilinee e abbastanza larghe, viene intitolata “Via del Pero”, ma non passano due giorni che quei vastasi di juventini, probabilmente ispirati dalla Triade, muniti di pennarello nero (dimostratosi anche indelebile) aggiungono una bella “i” per fare diventare la targa una inequivocabile “Via Del Piero”.