Lettere in redazione
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03/09/2022 20:15

Ecco il morso di un pesce predatore al lido Micenci a Donnalucata

Riceviamo e pubblichiamo

di Lettera firmata

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Ecco il morso di un pesce predatore al lido Micenci a Donnalucata
Ecco il morso di un pesce predatore al lido Micenci a Donnalucata

Scicli – Gentile Ragusanews,
vi mando foto della mia gamba e del morso di un pesciolino predatore ben visibile nello scatto. E’ successo al lido Micenci a Donnalucata. 

Nel corso di questa estate è scoppiato un nuovo caso in diverse spiagge siciliane. Si tratta di pesci di piccole-medie dimensioni che mordono noi ignari bagnanti mentre immergiamo anche solo piedi e gambe nella riva.

Quello dei pesci “assaltatori” è un fenomeno che, negli ultimi anni, era già stato segnalato più volte in altre spiagge come Serapo, Gaeta, e Capo d’Orlando in Italia, Valbadon in Croazia e Lefkada in Grecia. Nella maggior parte dei casi, dal racconto delle vittime emergono similitudini: piccoli morsi che, seppur mai gravi, talvolta necessitano cure ospedaliere. Quasi sempre, lasciano ferite aperte sulla pelle da cui spesso fuoriesce sangue.

Dice Oceanus, organizzazione no-profit che promuove la ricerca e la salvaguardia degli ecosistemi marini: “A tutti sarà capitato di osservare piccoli pesci rovistare in cerca di cibo fra la sabbia e sedimento sollevato dai nostri piedi nell’acqua bassa, a qualcuno sarà capitato anche di avvertire dei piccoli morsi, infatti questi pesci, allo stadio giovanile, (mormora, sarago, occhiata, triglia, ecc) possono occasionalmente trasformarsi in pesci-pulitori nutrendosi di cellule morte della nostra pelle. Ma le segnalazioni riguardano invece una specie in particolare, di piccola e media dimensione, che ha cambiato comportamento, forse per la carenza di prede abituali, almeno in un caso in Croazia è certo si tratti di occhiate.

L’occhiata è un pesce azzurro, non supera i 25-30 cm di dimensione con un peso che va dai 700 g ad 1 kg; è onnivoro – cioè si nutre sia di alimenti di origine animale come invertebrati e avannotti sia di origine vegetale come le alghe – In particolare è possibile immaginare che siano gli esemplari di occhiate di piccole e medie dimensioni i responsabili di questi “attacchi” che sembrano provochino più stupore che danni a qualche sfortunato bagnante vittima di quello che sembra essere più un “assaggio” che un fenomeno di predazione reale. Dunque se da un lato ci sentiamo di tranquillizzare chi ci legge riguardo questi piccoli incidenti al fine di non trasformarli in notizie di tendenza; dall’altro lato invitiamo tutti a riflettere sulle condizioni dei nostri mari sempre più caldi, inquinati, impoveriti da una pesca eccessiva che sta rompendo antichi equilibri costringendo i suoi abitanti ad adattarsi per non sparire”.

Un effetto reale, concreto, che possiamo sentire sulla nostra pelle, di come l’inquinamento ambientale e marino stia modificando gli ecosistemi e il comportamento degli animali. Le occhiate, pesci rinomatamente tranquilli tra i biologi marini, stanno modificando le proprie attitudini assumendo atteggiamenti da predatori.  Le occhiate “predatrici” rappresentano solo un esempio di come le nostre azioni possano modificare gli ecosistemi, fino a rivolgerceli contro.