di Redazione
La messa in evidenza di un certo grado di sofferenza delle comunità marine per cause umane, tra cui i cambiamenti climatici, ma anche la presenza di aree ancora in accettabile stato di conservazione, quali i fondali marini antistanti la foce del fiume Irminio (Sito di Importanza Comunitaria inserito nella rete Natura 2000) e quelli attorno all’Isola dei Porri, (anch’essa sito S.I.C), sono i risultati più importanti delle indagini condotte sugli ecosistemi marino-costieri nella provincia di Ragusa e che hanno preso in considerazione diversi aspetti dell’ecosistema marino, non ultima la presenza di specie invasive di origine tropicale.
Il gruppo di ricerca, costituito da tecnici e allievi del corso per esperti nella valutazione di qualità dell’ambiente marino tenutosi recentemente a Modica, da Legambiente Ragusa, e supportato dal Laboratorio Territoriale Provinciale per l’Educazione Ambientale della Provincia di Ragusa, ha reso pubblici i risultati delle ricerche nell’ambito di un convegno tenutosi presso il palazzo della Provincia alla presenza di un numeroso ed attento pubblico, del segretario Regionale di Legambiente Salvatore Granata, dell’Assessore al Territorio, Ambiente e Protezione Civile Salvo Mallia e della Direttrice delle Riserve Naturali della provincia di Ragusa dott.ssa Maria Di Maio, nonchè del Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Ragusa.
Le indagini si sono soffermate anche su alcuni aspetti dello stato ambientale delle spiagge iblee nonché delle aree umide dei Pantani della Sicilia Sud-orientale, evidenziandone l’importanza naturalistica e paesaggistica ma anche lo stato di degrado in cui essi versano e quindi la necessità di una riqualificazione ambientale.
Vi è esigenza urgente di indagini di questo tipo in un’area, come quella ragusana, in cui un rapido e spesso impattante sviluppo economico e turistico lungo è avvenuto senza un adeguato quadro conoscitivo sullo stato di salute dell’ambiente costiero e la sua caratterizzazione ambientale. Grazie all’imponente mole di dati raccolti e alla rigorosità scientifica dei metodi di indagine utilizzati, questa ricerca, la prima di questo livello in provincia, si pone come fondamentale passo in avanti verso il processo di conoscenza e valorizzazione dell’ambiente marino costiero della Provincia di Ragusa: una grande opportunità, tra l’altro, per costituire una banca dati aggiornabile nel tempo che potrà permettere di seguire l’evoluzione dello “stato di salute” delle comunità marine.
L’intervento conclusivo di S. Granata di Legambiente Sicilia ha sottolineato la necessità di una gestione armonica delle aree costiere, in cui il mantenimento ed il recupero delle caratteristiche naturali costituisca la base di uno sviluppo economico realmente sostenibile, in controtendenza rispetto alle numerose ed incessanti proposte di attività ‘speculative’ che ancora si manifestano lungo i litorali siciliani (porti e porticcioli senza alcuna reale pianificazione, mega villaggi turistici e quant’altro).
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