Attualità
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29/09/2011 15:53

Il pantano di Casuzze

Viva il pantano, viva le tamerici

di Saro Distefano

Pantano di Casuzze
Pantano di Casuzze

Santa Croce Camerina – Le foto sono state scattate domenica 25 settembre 2011. Ovvero nel periodo di maggiore siccità dell’anno, dopo oltre tre mesi senza pioggia. Eppure, il pantano di Casuzze, che si forma alla foce del torrente Biddiemi, anche quest’anno, si è riformato.

Hanno contribuito un paio di fortissime mareggiate a consolidare il flusso idrico che il torrente aveva stabilito già dalla scorsa stagione invernale. Adesso il pantano potrà solamente crescere, perché arriveranno le forti piogge e tempestose di settembre e le dolci ma costanti piogge di ottobre a fornire acqua a sufficienza.

Il canalone in illo tempore costruito dal Genio Civile per proteggere le case costruite a ridosso della foce del torrente non soltanto non impedisce la formazione del pantano (originario scopo dell’opera pubblica da sempre ritenuta un inutile spreco da parte di chi firma, che era e rimane un profano in fatto di ingegneria idrica e del territorio), ma paradossalmente, almeno in questi ultimi anni, ne ha favorito la formazione, indirizzando l’acqua ad una velocità tale che la stessa ha potuto scavare un notevole fosso nella sabbia della spiaggia che divide Casuzze da Punta di Mola. Tutto intorno al fosso sono poi cresciute canne, spine, gigli marini e soprattutto la formidabile tamerice, arbusto fortissimo, rustico, che non soffre l’acqua salata del mare e sviluppa un vastissimo e fortissimo apparato radicale che nel tempo consolida le dune costiere a protezione del retroduna con la sua flora (e la fauna) più importante.

La verità, che conosciamo tutti i frequentatori della zona ed anche i vertici del Genio Civile, è che non andava costruito quel bruttissimo canalone a protezione delle case, per il semplicissimo motivo che erano proprio quelle case che non andavano costruite, almeno non in quel posto.

Ma adesso le case ci sono, e per “ben” trenta giorni l’anno sono abitate da chi cerca riposo e sollievo in riva al mare. Vorrà dire che almeno ci terremo, con le case, anche il pantano che la natura ha programmato, ora sono milioni di anni, proprio in quel posto da dove, negli ultimi venti anni, l’uomo vuole a tutti i costi eliminare. Appare evidente che, se leggendo queste povere righe, i funzionari del Genio Civile dovessero rispolverare l’idea di ripulire il corso del canalone di cemento con qualche giorno di lavoro di infaticabili ruspe, noi saremo sul posto a riferire dello spreco di denaro pubblico, in tempo di crisi lo spreco è doppio, per risolvere un falso problema falsamente prodotto dalla presenza di case che in quel posto non dovrebbero esserci.

Viva il pantano, viva le tamerici.