di Redazione
In merito alle dichiarazioni di stampa rilasciate dal Presidente dell’Ato Ambiente, Vindigni, relativamente ai documenti richiesti da Giovanni Iacono dell’Italia dei Valori per fini connessi al mandato elettivo, l’esponente del partito di Di Pietro comunica di “avere presentato ulteriore memoria presso la Procura della Repubblica di Ragusa dalla quale si evince, documentalmente, come anche l’amministrazione provinciale abbia, puntualmente, – scrive Iacono in una nota – trasmesso la mia richiesta all’Ato. Io ho richiesto i documenti da Consigliere Comunale il 6.11.06, da Consigliere Provinciale il 6.11.07, ho reiterato ulteriormente la richiesta al presidente Vindigni (che si mostrò incredulo e disponibilissimo) in occasione della seduta del Consiglio Provinciale del 17.01.08 appositamente dedicata alla gestione dei rifiuti (su mia formale richiesta del novembre 2007).
Mi sono recato, invano, presso gli Uffici Ato il 23.01.08 – afferma Iacono – ho presentato ulteriore richiesta con raccomandata con ricevuta di ritorno pochi giorni dopo.
Un anno e 4 mesi (rispetto a 1 mese massimo previsto) senza avere ottenuto una riga di informazioni. Dall’Ato ambiente (e stesso iter seguo per l’Aapit) non pervengono documenti e non pervengono pareri quale ad esempio quello legale, atteso da mesi, dal quale si trarrebbe la conclusione che il consiglio di amministrazione dell’Ato Ambiente dovrebbe essere composto da 3 membri e non da 7 membri.
In tale fattispecie chiederei ulteriormente – dice il consigliere Iacono – (senza alcuna speranza) al presidente dell’Ato chi pensa che dovrebbe pagare l’evidente danno all’erario”. Per Iacono “tali fatti sono gravi non solo e non tanto perchè un consigliere viene impedito dall’espletare ed esercitare la funzione elettiva e il diritto soggettivo pubblico che ne consegue, ma per essere rappresentativi di un sistema più ampio di lottizzazioni e di potere che ritiene, prepotentemente ed arrogantemente, di essere al di sopra di tutto e di tutti, di impiegare risorse pubbliche e di non dovere rendere pubblici e trasparenti – conclude il consigliere Iacono, che è anche coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori – gli atti che compie”.
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