In Fiera Emaia
di Redazione


Vittoria – Partecipato il convegno organizzato da Fiera Emaia in collaborazione con Agenzia delle Entrate e Comune di Vittoria. Di particolare interesse l’argomento trattato: “Federalismo municipale in Sicilia e contrasto all’evasione fiscale. I Comuni in prima linea”. Da tutti gli interventi è emersa la necessità di definizione di riforme che possano portare alla piena attuazione del federalismo municipale. Accanto alle riforme, un appello alla Regione affinché trovi soluzioni normative adeguate a sbloccare i trasferimenti statali compensativi, rimasti al palo in conseguenza del ricorso della Regione alla Corte costituzionale avverso il decreto di attuazione del federalismo municipale che lede le prerogative derivanti dallo Statuto della Regione Siciliana stessa.
E’stato il direttore di Fiera Emaia, Giuseppe Sulsenti, che è anche Dirigente delle Politiche finanziarie e Bilancio del Comune di Vittoria ad introdurre il tema ringraziando per la collaborazione nell’organizzazione il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Salvatore Altamore.
Daniele Manenti, Presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti di Ragusa e Modica ha sottolineato la centralità dell’argomento: “Porta alla ribalta le problematiche attuali. Prendiamo ad esempio il principio chiaro della finanza derivata. Lo Stato trasferisce alle Regioni 170 miliardi di euro, 100 di questi sono assegnati sula base della spesa storica. Nella sostanza però questa modalità costituisce un premio per le amministrazioni che hanno sprecato risorse ed il caso emblematico può essere riassunto nei 500 euro pro capite che per Napoli contro i 200 che arrivano a Trieste. Con il federalismo fiscale invece il principio viene ribaltato: si effettuano trasferimenti sulla base dei costi standard. Ed è questa la strada che può condurre ad effettivo sviluppo ed efficienza. Oltretutto perché i bilanci dovranno essere concreti ed attendibili. Non potrà succedere come a Catania che nel 2007 aveva un bilancio eccellente ma nel 2008 godeva di un ripianamento straordinario concesso dal Governo nazionale per 240 milioni di euro. Anche l’Ordine ha intrapreso un percorso incisivo, anche nella qualificazione dei collegi sindacali che oggi hanno estrema responsabilità nella verifica dei conti degli Enti Locali”.
Castrenze Giamportone, Direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Sicilia ha incentrato il suo intervento su “Federalismo e Costituzione”. “Nel 1948, la Costituzione non prevedeva il federalismo, introdotto nel 2001 con la modifica del titolo V. Ritengo che la Costituzione sia uno dei migliori testi formativi che io conosca. E’frutto del pensiero di tante correnti dottrinali e politiche che hanno prodotto un risultato eccellente con un impianto normativo eccezionale. Si parla invece di decentramento ed autonomia che sono concetti diversi dal federalismo. Lo Stato negli effetti, è stato molto accentratore tant’è che la prima vera riforma del decentramento si sviluppa con la nascita delle Regioni create nel ‘70. Torniamo invece al federalismo fiscale: è il principio di organizzazione amministrativa secondo il quale le risorse prodotte in un territorio rimangono in quel territorio. Cosa che avviene in Sicilia in virtù del fatto che è una Regione a statuto speciale. Ma con la riforma del Titolo V anche questa peculiarità perde una parte del suo significato. Le Regioni a statuto ordinario, infatti acquisiscono forme nuove di autonomia, che si riversa anche su quelle regioni a statuto speciale”. Nel sottolineare la distinzione netta tra “funzione di governo” e funzione esecutiva”, “accolta dall’organizzazione interna dell’Agenzia delle Entrate, tanto che annualmente l’Agenzia firma una convenzione tra Ministro e direttore dell’Agenzia che contiene solo le direttive lasciando autonoma la funzione esecutiva delle stesse”, Giamportone ha concluso che imparzialità e buon andamento dell’amministrazione non sono che il punto fondamentale di partenza per arrivare alla determinazione equa del costo standard che è quindi anche indice di buona amministrazione. Il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate Sicilia ha dichiarato poi, che a suo avviso il Paese non è ancora pronto per il federalismo fiscale: “Prima vanno attuate le riforme e poi può avere compimento il federalismo”.
Il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, da componente del comitato Anci, ha ricordato di essersi fatto “promotore presso l’Anci stessa, dell’attivazione di un tavolo di concertazione per l’attivazione del federalismo municipale in Sicilia.
“Allo stato dell’arte – ha spiegato, infatti il direttore di Fiera Emaia, Giuseppe Sulsenti –, la Regione Siciliana ha impugnato il decreto di attuazione del federalismo fiscale davanti alla Corte costituzionale in virtù delle prerogative derivanti dallo Statuto speciale. E questo ha prodotto tra gli effetti immediati., l’esclusione ad oggi, degli Enti Locali della Regione Siciliana dai trasferimenti statali compensativi: la compartecipazione al gettito Iva e la ripartizione dell’addizionale Irpef”
Il Colonnello Francesco Fallica, comandante provinciale della Guardia di Finanza, ha rimarcato i compiti delle Fiamme gialle: “la vigilanza sul bilancio dello Stato, della Regione e degli Enti locali”, e le direttive impartite al Corpo di Polizia, che dipende dal ministro per l’Economia e Finanze, che invitano a “valorizzare gli elementi di segnalazione, notizie di reato che vengono dagli enti locali, dai comuni”. Un momento storico difficile ma propizio per la lotta all’evasione. “I Comuni hanno bisogno di entrate e risorse perché non ne hanno a sufficienza e quindi i Comuni stessi non possono più permettersi di eludere la lotta all’evasione. Sulle maggiori somme ricosse il comuni possono ottenere il 100 per cento di quanto riscosso”. Ma come si concretizza la collaborazione? “Sono molto utili i dati che riguardano le edificazioni, come le residenze anche dal punto di vista fiscale. Vorrei citare il caso della collaborazione con il Comune di Ragusa che ci ha permesso di mettere a segno un servizio importante: abbiamo agito nel campo delle onoranze funebri settore con una evasione fortissima. Abbiamo compiuto una verifica a Ragusa che potremmo estendere a breve anche nel resto della provincia. Il ruolo del Comune è stato decisivo. Noi abbiamo effettuato gli accertamenti bancari e grazie al Comune di Ragusa abbiamo incrociato i dati del pagamento della tassa per il cimitero. I dati ovviamente non collimavano. Questo per dire che si può fare sistema e questa battaglia deve essere condotta insieme. I Comuni possono essere un aiuto decisivo, il cavaliere bianco di questa battaglia”.
Un’ulteriore problematica relativa al mancato recepimento del federalismo fiscale in Sicilia è data anche dal fatto che i Comuni siciliani possono contare solo sul 50 per cento delle maggiori entrate e quindi la stessa Agenzia delle Entrate ha formulato un emendamento per consentire il recepimento della norma e sbloccare questa situazione portando al 100 per cento, come avviene nelle altre Regioni italiane, la quota riservata ai Comuni per le maggiori entrate derivanti dagli accertamenti.
Il Capo ufficio Fiscalità generale dell’Agenzia delle Entrate – Direzione regionale Sicilia, Mauro Farina ha voluto spiegare che il Comune non è nuovo organo di lotta all’evasione, non si sostituisce a chi istituzionalmente opera, ma il concetto che fa da collante è uno: i Comuni sono un patrimonio di informazioni che vengono disperse. Si tratta di tirarle fuori e strutturarle. Quando leggemmo il complesso di norme ci chiedemmo subito quali fossero le attività del Comune ed abbiamo scoperto patrimonio di informazioni che da cittadini, innanzitutto, non conoscevamo. Il risultato è un patrimonio informativo non sfruttato e che in gran parte i comuni disperdono anche con una rete informatica non efficace. Ma allora, perché le segnalazioni dei comuni non funzionavano pur essendo previste? Presto detto: non era contemplata alcuna premialità nell’attività di contrasto, ipotesi attivata nel 2005 con una premialità che iniziava con il 30 per cento, passava subito al 33 fino al 100 per cento attuale”. Farina ha poi sottolineato l’importanza del consiglio tributario nella gestione e condivisione delle informazioni che possano dare indicazioni su approfondimenti di tipo fiscale. “La collaborazione con i Comuni – ha concluso Farina – si può concretizzare attraverso i dati su attività commerciali, dalle contestazioni di esercizio abusivo della professione alla pubblicità abusiva, e certamente u n settore particolarmente importante può essere indicato nell’urbanistica, dall’abusivismo all’ottenimento di agevolazioni fiscali non supportate, e poi i dati della tassa sui rifiuti, quelli dell’anagrafe”.
Dalla responsabile regionale del settore Formazione, Comunicazione e Sviluppo dell’Agenzia delle Entrate, Cristina Li Voti, è arrivato l’invito alla sensibilizzazione dei funzionari comunali. “Abbiamo una squadra di 8 formatori dedicata in toto agli enti locali, ed è formazione che offriamo gratuitamente ma spesso la risposta è troppo timida e nei corsi che organizziamo ci sono diverse sedie vuote”. Entro dicembre i funzionari dei Comuni di Vittoria e Ragusa saranno coinvolti nei percorsi formativi in attuazione dei protocolli siglati dalle due municipalità con l’Agenzia delle Entrate.
Anche il Questore di Ragusa, Filippo Barboso ha voluto portare il suo personale saluto ai partecipanti al convegno.
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