Storia di Momi, e di suo padre, l'onorevole
di Saro Distefano


Ragusa – Quando l’avvocato Giovanni Cartia ricopriva la carica di Sottosegretario di Stato all’Agricoltura nel governo presieduto da Alcide De Gasperi, suo figlio sedicenne Girolamo detto “Momi”, frequentava la quarta classe dell’Istituto Agrario statale di Caltagirone.
Alla fine di quell’anno scolastico, Momi venne bocciato. Il ragazzo, lamentatosi per l’infausto esito della sua carriera scolastica, si rivolse al padre. Il quale rispose: “se sei asino non è colpa mia. Ripeterai l’anno, possibilmente impegnandoti di più”.
Potrebbe essere questo un episodio sufficiente a far capire chi fosse Giovanni Cartia, sciclitano, classe 1894 (morirà a Ragusa il 23 luglio 1959), di professione avvocato, “prestato” alla politica per il Partito Socialista. E per essere stato solamente prestato alla politica, di carriere ne fece l’avvocato Cartia, deputato per quattro legislature, componente di molte commissioni e, come si diceva, anche membro del quarto governo De Gasperi con il delicato ruolo di Sottosegretario all’Agricoltura in una Italia ancora profondamente e prevalentemente agricola, che attende la riforma agraria per tentare di entrare tre le moderne nazioni europee.
Per delineare la figura del giurista, del politico, dell’uomo Giovanni Cartia si potrebbero raccontare decine di altri episodi, a cominciare da quelli che gli fecero guadagnare una medaglia d’argento e due medaglie di bronzo durante le battaglie aeree della Prima Guerra Mondiale, quando fu a contatto con la morte una infinità di volte. Ma ci limitiamo a riferire di quando, appena eletto a Montecitorio, come primo provvedimento si autosospende dall’Ordine degli Avvocati di Sicilia ritenendo ingiusto andare in Tribunale a difendere imputati sapendo, l’accusa e la giuria, di trovarsi di fronte un parlamentare (e dire che oggi in parlamentare vanno degli avvocati solo perché difensori di potenti leader politici). Della figura di Giovanni Cartia, l’uomo, l’avvocato, il politico, il benefattore, si potrà leggere quanto il professore Giuseppe Miccichè, storico, ha raccolto nel volume “Giovanni Cartia”, edito dal Centro Studi Feliciano Rossitto, e presentato nei locali dello stesso Centro dal presidente del “Rossitto”, l’onorevole Giorgio Chessari e dagli onorevoli Natalino Amodeo e Nello Rosso.
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