Lettera di Giovanni Pisani, dell'associazione San Bartolomeo
di Giovanni Pisani


Scicli – Su Chiafura si è scritto tanto. L’ultima trovata in ordine di tempo mi è sembrata veramente strana.
Da una parte l’Amministrazione Comunale spinge gli organismi più sensibili presenti in città a dare una mano per gestire un “parco archeologico” che rischiava di diventare quello che è sempre stato: un cimitero delle memorie in cui l’oblio è stato il vero, implacabile protagonista.
Dall’altra, a sorpresa, la stessa Amministrazione indice un bando (le cui buste inviate dai partecipanti saranno aperte il 2 dicembre prossimo) per l’affidamento del sito a privati o ad associazioni, richiedendo requisiti e caratteristiche ai futuri affidatari che naturalmente entra in conflitto con la logica fino a oggi dalla stessa adottata.
La bella iniziativa che voleva coinvolgere ragazze e ragazzi dell’Istituto scolastico di Scicli Quintino Cataudella resta cosi frustrata già nel suo nascere e con essa le aspettative e gli entusiasmi di quanti, giovani e docenti, avevano intravisto un’opportunità di impegno reale e concreto nel territorio.
Da più parti, infatti, ci s’interroga sui motivi che hanno spinto l’Amministrazione Comunale a indire, ora e solo ora, questo strano concorso quando invece sarebbe stato più auspicabile indirlo prima e lasciare poi che il nuovo soggetto affidatario intavolasse, esso stesso, magari su suggerimento dell’Amministrazione, tale trattativa con i ragazzi dell’Istituto.
Tutto questo provoca confusioni e malintesi all’interno della comunità cittadina e sicuramente non fa bene all’etica pubblica.
L’Associazione San Bartolomeo (che, in effetti, è stata materialmente esclusa dal bando, e che è stata, però, la vera grande artefice della riscoperta di Chiafura, grazie al lavoro e ai sacrifici generosi e disinteressati dei suoi componenti), pur deplorando questa inspiegabile ambiguità dell’Amministrazione Comunale, continuerà a promuovere, per un irresistibile e urgente bisogno di testimonianza, il territorio con eventi diversi e vari come silenziosamente e intelligentemente fino a ora ha fatto perché gli uomini passano, come ci ha insegnato Chiafura stessa, ma la storia rimane e parla al cuore di quelli che verranno dopo di noi non solo con documenti scritti in carta bollata ma e soprattutto anche con le pietre.
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