Riceviamo e volentieri pubblichiamo
di Lettera firmata


Ragusa – Lavori stradali alle porte di Catania, in pieno giorno, non segnalati per tempo e in grado di paralizzare il traffico in ingresso nella città etnea.
Gentile redazione di Ragusanews,
oggi ho perso l’aereo per Londra e insieme a me decine, forse centinaia di persone provenienti da Ragusa e Siracusa hanno perso l’aereo per varie destinazioni italiane ed estere perchè l’approdo a Catania è diventato un incubo per chi proviene dalle due province meridionali, Siracusa e Ragusa appunto.
Sono partita alle 8 del mattino in bus da Ragusa, alle 8,05, con cinque minuti di ritardo, per l’esattezza, e alle 9,20 eravamo già alle porte di Catania. Avevo l’aereo per Londra -città in cui lavoro e vivo da anni- alle 10,55. Bene, siamo stati un’ora e mezzo fermi, alle porte di Catania, un’ora e mezza per non meglio comprensibili lavori dell’Anas che hanno fatto saltare i programmi, e i voli, a decine di persone.
Io personalmente ho avuto un danno di 180 euro (il costo del mio biglietto), ho dovuto riacquistare un nuovo biglietto con una diversa compagnia aerea, ho perso una call di oggi pomeriggio per me importantissima, ma non è di me, fortunata e in grado di affrontare questa spesa, che voglio parlarvi.
Una ragazza che era sull’autobus strapieno con me (c’era gente seduta a terra) ha detto davanti a tutti che lei guadagna 400 euro al mese e che un altro biglietto non avrebbe potuto comprarlo. Anche lei, come me, ha perso l’aereo.
Chiedo: bisogna fare i lavori di manutenzione stradale per forza di giorno? L’Anas sa quanti voli ha fatto perdere? Quanto disagio ha creato a chi lavora o studia fuori? Esiste un senso del rispetto per gli emigranti in questa terra di Sicilia? Qualcuno prova pena per la ragazza che ha perso il volo e che guadagna solo 400 euro al mese?
Io ho perso soldi, una call di lavoro importantissima, sono arrivata a Londra con grande ritardo e disagi logistici, mi chiedo: ma in che mondo viviamo, in questa terribile e sublime terra di Sicilia?
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