Riceviamo e pubblichiamo
di Lettera firmata
Ragusa – Era un periodo buio, in cui eravamo sprofondati in un incubo, chiusi in casa, scuole chiuse, attività ridotte al minimo indispensabile, non potevi vedere gli amici, passeggiare liberamente per le strade della tua città, stringere mani e abbracciare. Sono stati mesi di paura con la “P” maiuscola, dove eravamo tutti in guerra contro un nemico invisibile, viscido che insinuandosi silenziosamente nelle nostre vite le ha sconvolte, per sempre. Le ricadute psicologiche hanno iniziato a fare preoccupare il mondo sociale, il mondo politico, così da più fronti si pensa a come poter intervenire.
Fu così che venne fatta una volontaria adesione ad un programma di supporto psicologico. Fu così che tutto ebbe inizio… Dapprima con una adesione volontaria facendone richiesta ad un bando gestito dall’Asp di Messina per tutti gli psicologi siciliani. Dalla raccolta delle adesioni l’Asp di Messina inviò alle varie Asp territoriali gli elenchi degli psicologi aderenti e ogni Asp diede avvio ad una specie di reclutamento. Non c’era il tempo di fare concorsi e colloqui ed ogni Asp scelse il modo più rapido, non dimentichiamoci che eravamo in uno stato di emergenza e l’urgenza era vincolante.
Io e altri colleghi venimmo reclutati rispondendo ad una PEC e confermando la nostra adesione, i più celeri nella risposta fummo presi e da allora fummo definiti quelli del “click day”, ribadisco e sottolineo che eravamo in uno stato di emergenza mondiale. Il 7 dicembre 2020 fummo convocati a Ragusa in piazza Igea, Quartier generale dell’Asp di Ragusa dove i responsabili del servizio di psicologia, i dottori Vito D’Amanti, Antonio Roberto Cascio e Salvatore Guastella ci spiegarono l’uso e il modo in cui dovevamo e potevamo essere d’aiuto alla popolazione che era in stato di sofferenza psicologica. Abbiamo così iniziato, in 23 reclutati in questo modo, magari non condivisibile, non ortodosso, ma una modalità era necessaria.
La lungimiranza dell’Asp ha portato ad operare un’unica scelta, quella di prevedere solo psicoterapeuti, quindi operando una selezione tra le tante disponibilità acquisire e di sceglierne 23 con un elenco basato solo sulla velocità di risposta. Siamo stati catapultati in una dimensione d’aiuto in emergenza, ecco quello che abbiamo fatto per mesi, e mesi, e mesi da quel 7 dicembre 2020: ognuno di noi veniva fornito di elenchi con i pazienti positivi in stato di isolamento e quarantena, ricordo che agli inizi il periodo di positività e quindi di isolamento poteva durare oltre il mese, il nostro compito era fornire supporto psicologico attraverso l’uso del telefono.
Quante persone raggiunte, quante persone che hanno fatto affidamento sulle nostre chiamate per affrontare e gestire differentemente un periodo di totale chiusura alla vita, con la incessante paura delle conseguenze che il covid poteva portare. Le immagini dei camion militari con le bare dei tanti morti per covid erano e resteranno impresse nelle memorie di tutti, ma in chi era ammalato di covid oltre alla sintomatologia fisica c’era un carico emotivo non indifferente.
Quante ore passate al telefono, reclusi dentro una stanza di casa per poter essere meno disturbati da familiari e figli che, come tutti gli altri figli non potevano andare a scuola. Abbiamo fatto la differenza e i tanti feedback positivi raccolti da noi personalmente ma anche dall’azienda sanitaria, lo hanno confermato. Il supporto psicologico telefonico realizzato è stata una scelta che rompeva gli standard e gli schemi con cui ci si rivolge normalmente ad uno psicologo, non era il paziente a richiederlo ma era il Servizio Sanitario locale che aveva messo su un modo per dare ascolto, supporto e fare sentire la sua presenza ai tanti in isolamento.
Questo ha anche permesso il riconoscimento del premio Basile assegnato al Protocollo di Respirazione nei pazienti Covid per gestire gli stati ansiosi, un protocollo da noi utilizzato e diffuso durante la nostra attività di supporto.
Abbiamo messo in campo le nostre competenze e il nostro essere terapeuti, siamo stati guidati, e abbiamo dato onore ad un servizio unico nella sua specie. Che è stato anche riconosciuto dalle altre realtà aziendali oltre l’isola come strumento innovativo e lungimirante che l’azienda sanitaria di Ragusa ha potuto portare avanti anche grazie al nostro lavoro. Dopo qualche mese arrivarono i primi vaccini e così si mise in moto un altro passaggio importante e un’altra sfida ci aspettava: essere presenti negli Hub vaccinali per aiutare ad affrontare la vaccinazione in modo quanto più sereno possibile.
Inizialmente non è stato facile fare comprendere l’importanza di accostarsi alla vaccinazione in modo sereno, non era solo una puntura che in qualche secondo veniva fatta, c’era un vissuto dietro, paura e speranza, e il timore degli effetti collaterali a lungo termine, e questo lo poteva affrontare solo chi è preparato all’ascolto, solo chi dà un valore e un peso non solo alle parole, ma anche agli occhi lucidi e sfuggenti, ai tentennamenti, ai sospiri. Piano piano siamo diventati elementi fondamentali nell’accompagnare le persone in stanza di vaccinazione, nel poter dare conforto, supporto, nel poter gestire in modo competente gli attacchi d’ansia e gli attacchi di panico che non erano una rarità.
Arriva il momento della vaccinazione ai bambini e li ancora di più il nostro supporto è diventato indispensabile, medici e infermieri fecero affidamento sulla nostra capacità di contenere. Siamo stati presenti, siamo stati pronti a ciò che l’azienda ci ha chiesto e così dopo lunghi mesi di supporto telefonico ai pazienti in quarantena, il covid comincia a fare un po’ meno paura, le varianti si sono un po’ indebolite e anche il tempo di infezione e di isolamento si riduce sempre più. La pandemia viene metabolizzata…. E in tutti si accende la speranza di riprendere la normalità. Così ci viene chiesto di andare a supporto in alcuni servizi in cui la presenza dello psicologo risulta oberata e annaspa nel gestire la mole di lavoro, perché nel frattempo, è doveroso dirlo, che la pandemia da COVID-19 ha slatentizzato paure e timori e ansie e ha messo, o meglio rimesso, al centro della cura la persona e la sua psiche.
Sono molti quelli che richiedono il supporto psicologico, anche la politica se n’è accorta favorendo in tal senso da un parte il protocollo siglato tra MIUR e CNOP per servizi psicologici nelle scuole a favore degli alunni, degli insegnanti, delle famiglie e del personale scolastico e poi istituendo il BONUS PSICOLOGO, perché a fronte di una richiesta crescente di supporto psicologico non corrisponde, da parte del servizio pubblico, una offerta adeguata e non sempre e fattibile rivolgersi ai professionisti privati.
Passano i mesi, io così come i miei colleghi reclutati durante l’emergenza, veniamo dirottati in alcuni servizi territoriali, come al Ser.T., al Servizio di psicologia, al Dipartimenti di Salute Mentale, ai Consultori familiari, al Servizio di Neuropsichiatria Infantile, per poter reggere l’onda d’urto del periodo post pandemico. Lavoro che affrontiamo con il massimo dell’impegno cercando di rispondere ai bisogni segnalati, fornire supporto, gestire servizi, portare a termine protocolli, rispondere alle esigenze che nei vari servizi sono un’urgenza non derogabile.
Lavoro che abbiamo svolto con profondo senso di servizio e professionalità nonostante la riduzione notevole dell’orario di lavoro (siamo passati da un impegno orario di 36 ore settimanali a 19 ore fino a 3 ore la settimana, questo dal mese di gennaio 2023). Ma non abbiamo mai mollato, siamo responsabili e con responsabilità abbiamo portato avanti quanto l’azienda, e i servizi, ci hanno chiesto, anche nell’incertezza della precarietà che un lavoro a tempo determinato comporta sperando sempre che all’ennesima scadenza ci fosse una nuova proroga.
Speranza che si è infranta venerdì 28 aprile, a seguito di una convocazione urgente da parte del Commissario Generale dell’Azienda, dott. Russo, che, contrariamente a quanto pubblicato qualche ora prima con una delibera all’albo pretorio che parlava di una nuova proroga con un aumento delle ore, ci comunica che non ci sono più i presupposti per una proroga (tanto che la medesima delibera risulta annullata).
Senza un ringraziamento per tutto il carico di lavoro e la versatilità e adattabilità da noi messe in campo in questi lunghi mesi, dal 7 dicembre 2020 al 30 aprile 2023. Tale comunicazione ci ha lasciati sgomenti e attoniti, senza capacità di replica e senza speranza. Noi crediamo nella cura delle persone, crediamo nelle competenze che in tutto questo tempo abbiamo maturato, lavorando senza sosta per il bene delle persone e per l’azienda che non è riuscita a trovare modalità per rispondere a bisogni sempre più emergenti, trovando il modo di tenere al suo interno risorse preziose su cui ha investito in tutti questi lunghi mesi. La salute psicologica è un diritto! (riprendendo uno slogan del CNOP di qualche tempo fa!)
Scritto dal Gruppo psicologi Covid di Ragusa
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