Cronaca
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03/05/2023 23:09

Operaio finisce in un autocompattatore: morto a 47 anni

Mohamed Boujdouni, marocchino, stava riparando il mezzo per la raccolta dei rifiuti. Per estrarlo è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco

di Redazione

Operaio finisce in un autocompattatore: morto a 47 anni
Operaio finisce in un autocompattatore: morto a 47 anni

 Palermo – È morto schiacciato dalla pressa per comprimere i rifiuti nell’autocompattatore della Rap che stava riparando in via Ingham, a Palermo. Mohamed Boujdouni, 47 anni, marocchino e residente a Palermo, era un dipendente della Eurotech, una delle aziende esterne che hanno l’appalto della manutenzione dei mezzi della Rap, ed era impegnato nella riparazione di uno dei camion per la raccolta indifferenziata.

La tragedia è avvenuta alle 13,15 nel piazzale della ditta, a cento metri dal deposito della Rap di Brancaccio. L’operaio era al lavoro nella parte posteriore del mezzo quando, per cause ancora da accertare, la “bascula”, una sorta di pressa verticale si sarebbe sganciata dalla posizione di sicurezza, schiacciando l’uomo che era all’interno del mezzo.

Immediato è scattato l’allarme: i colleghi in quel momento in servizio nell’azienda hanno chiamato i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Altri hanno cercato di sbloccare il meccanismo che guida la pressa per liberare Mohamed. Solo i vigili del fuoco sono riusciti a sollevare la “bascula” con i divaricatori. L’operaio è stato estratto e soccorso sul posto dai sanitari del 118.

Il medico rianimatore ha provato a salvarlo, ma l’operaio quanto è stato estratto dal compattatore era già in arresto cardiaco. In via Ingham sono intervenuti i carabinieri della compagnia di piazza Verdi e il personale dell’Asp che hanno isolato la zona per i rilievi e per la prima ricognizione del medico legale. Al momento non è chiaro il motivo per cui la pressa posteriore del compattatore non sia rimasta nella posizione di sicurezza, quella prevista in caso di manutenzione.

L’Eurotech è un’azienda che si occupa dell’allestimento dei camion per la raccolta dei rifiuti e revisiona periodicamente i compattatori. Carabinieri e tecnici dello Spresal sono già al lavoro per accertare se la vittima stesse lavorando in sicurezza. L’ennesima morte sul lavoro a Palermo ha scatenato la protesta dei sindacati.

“Schiacciato da un autocompattatore a 47 anni. È inaccettabile morire così, sul posto di lavoro – commenta Luisella Lionti, segretaria della Uil Sicilia – In attesa che vengano chiarite le cause di questo tragico incidente, ribadiamo ancora una volta che applicare le norme e rispettare le regole è fondamentale per salvare molte vite. È importante, per questo, condividere il valore della cultura della sicurezza, della prevenzione e alzare il livello di attenzione sul tema con il confronto, l’informazione e la formazione”. Per la Cgil lavorare in sicurezza non è sufficiente, è necessaria un’adeguata formazione soprattutto per chi lavora su macchinari tecnologicamente avanzati.

“Speriamo che le sue condizioni di lavoro fossero monitorate dal datore di lavoro ma soprattutto che fosse in regola – sottolinea Riccardo Acquado della Fp-Cgil di Palermo e Rsu di Rap – Ma soprattutto che fosse stato adeguatamente formato. Se la prima ricostruzione della tragedia sarà confermata, potremmo essere di fronte a un caso di mancanza di formazione dell’operaio. Per questo non possiamo che fare l’ennesimo appello ai datori di lavoro di rispettare scrupolosamente le normative sulla sicurezza e di non tralasciare l’aggiornamento professionale dei dipendenti”.

“È inaccettabile. Non si può morire così e, soprattutto, non si può morire di lavoro. Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia di Mohamed Boujdouni, ennesima vittima innocente di un sistema che purtroppo non funziona come dovrebbe”.

Questo il commento di Giuseppe Todaro, presidente della Rap, l’azienda di igiene ambientale di Palermo, dopo la morte dell’operaio della Eurotech, azienda che fornisce servizi di manutenzione alla società. “Per quanto ci riguarda, chiederò maggiore vigilanza a tutti i livelli e un’attenzione senza deroghe al rispetto delle norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro – aggiunge -. Bisogna intervenire sulla prevenzione, non possiamo più indignarci quando veniamo letteralmente travolti da una tragedia”.