Lettere in redazione
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04/05/2023 08:18

Ragusa, noi psicologhe Covid lasciate a casa dopo l’emergenza

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Lettera firmata

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Ragusa, noi psicologhe Covid lasciate a casa dopo l'emergenza
Ragusa, noi psicologhe Covid lasciate a casa dopo l'emergenza

 Ragusa – ll Covid e i sanitari che hanno lavorato in quel periodo sono stati preziosi solo in quel momento; almeno questo è quello che è successo alle 22 psicologhe assunte per fronteggiare l’emergenza Covid in quello che è stato una delle pagine più buie della nostra storia. Dopo aver sostenuto migliaia e migliaia di persone della provincia di Ragusa e nonostante ci siano delle direttive regionali da parte dell’Assesore Volo che permettono di stabilizzare queste persone, l’asp di Ragusa decide di “licenziarle frettolosamente”.

Alla scadenza del contratto queste professioniste sono state lasciate a casa. Ma cerchiamo di capire cosa è successo: nel 2020 tutte le ASP regionali decidono di creare degli elenchi di psicologi ed elenchi di psicoterapeuti da cui attingere professionisti per sostenere psicologicamente le persone colpite dal Covid. Erano i mesi in cui morivano mariti e/o mogli, padri e madri, figli, in cui non si poteva partecipare al funerale, spesso le salme venivano restituite dentro sacchi neri. Tempi in cui le persone dovevano aspettare l’esito negativo del tampone molecolare e spesso rimanevano a casa due mesi (i cosiddetti long covid).

Ecco in quel periodo l’Asp di Ragusa decise di scartare gli psicologi e scegliere solo psicoterapeuti, cioè quei professionisti con una specializzazione clinica, e investire su di loro formandoli. Quando iniziò il periodo delle vaccinazioni, questi sanitari furono inseriti nei vari hub vaccinali provinciali al fine di aiutare le persone ad affrontare la “paura del vaccino”; hanno aiutato bambini, adolescenti, donne e uomini a vaccinarsi contenendo ansie e angosce. Dopo di chè, alla chiusura degli hub vaccinali queste psicoterapeute sono state inserite nei servizi: Ser.t, Neuropsichiatria Infantile, Consultorio, e al Dipartimento di Salute mentale, al fine di diminuire le lunghe liste d’attesa. Fino ad ora dunque i contratti sono stati sempre prorogati, anche se a Gennaio furono ridimensionate le ore. Anche questa volta doveva essere così, sulla base delle direttive regionali dell’assessore Volo (assessore alla sanità) l’Asp di Ragusa aveva deliberato una proroga del contratto e un aumento delle ore, dal momento che c’è mancanza di personale in organico.

Questo fino a giovedì 27 aprile.
Venerdì le 22 dottoresse sono state svegliate da una doccia gelida: allo scadere del contratto non ci sarà nessuna proroga. E anche la delibera fatta il giorno prima è stata ritirata.

Ma come mai?
Cosa è successo di così improvviso da far cambiare idea ai vertici dell’azienda?
Dicono che non possono più prorogare perchè dovranno dare seguito ad un concorso che prevede le stabilizzazioni. Ma allora mi chiedo e si chiedono queste professioniste: perchè non prorogarle fino al compimento del concorso? chi coprirà nell’immediato questi posti vacanti? E perchè eventualmente affidare a qualcuno di “esterno” la possibilità di ricoprire questi posti, quando ci sono 22 psicologhe psicoterapeute che da più di due anni si spendono per l’Asp di Ragusa? e perchè bandire un concorso per 6 posti per dirigente psicologo quando si potevano scegliere fra queste 22 professioniste che negli ultimi anni, hanno maturato i criteri (decisi dal Ministero) per essere stabilizzati a tempo indeterminato? I misteri della vita. O forse sarebbe meglio dire i Misteri dell’Asp di Ragusa.