di Redazione
Lumia capolista al Senato nella Sicilia orientale, praticamente senatore. Bene, tutti contenti, dunque. O no? Le donne PD non sono affatto contente, ma non solo loro. Il vuoto nelle province di Ragusa e Siracusa è rimasto tale, le assenze dei rappresentanti di alcune correnti storiche pure (vedi “A sinistra con Veltroni”) fanno allungare i musi e provocare mugugni. Il più è fato, comunque. Gli scontenti non hanno la forza mediatica che il vice presidente dell’antimafia possiede, indubbiamente.
In verità è stata la decisione di metterlo fuori a farlo diventare il personaggio del giorno ed a farne un uomo molto conteso. Sarebbe stato utile, si mormora fra gli scontenti, concedere la deroga.
Si attende con curiosità le decisioni dello stesso Lumia, che è presidente dell’assemblea costituente siciliana, sulla richiesta di convocazione avanzata dai dissidenti, che avrebbero voluto la testa del segretario e del vice segretario regionale, Genovese e Russo. Sarebbe elegante che convocasse, dicono in molti, magari per farne un ,momento di rilancio della campagna elettorale. RE se invece del gaudio sortisse fuori la protesta?
Pericoloso, molto pericoloso, almeno fino a che non si placano gli animi.
Le donne ritengono che non sia stato rispettato lo statuto, gli altri che non sia stato rispettato piuttosto il buonsenso. Effettivamente è difficile immaginare che non sia stata trovata una donna in grado di stare dentro la lista al Senato della Sicilia orientale. Nemmeno una? E quello province senza candidato? E il numero alti di esterni sui quali non mancano le polemiche.
E’ bastato che Ignazio Marino lasciasse il posto di capolista che si è aggiustato tutto ed è stato messo a tacere il gran clamore che era stato sollevato dall’esclusione di Lumia. Marino non ha dovuto fare un gran sacrificio, era capolista nel Lazio, non aveva certo problemi. Non si capisce per quale ragione dovesse essere sistemato in due liste. Niente da dire sulla personalità scientifica e il buonsenso del personaggio, molto sul buonsenso di chi ha condotto il tavolo delle liste, al quale – a quanto pare- la delegazione siciliana era assente quando si discuteva delle cose isolane. Lo ha rivelato, tra le righe, lo stesso Genovese in una intervista a un quotidiano. Ha praticamente fatto intendere di non saperne niente, tanto è vero che ha prima mostrato perplessità per l’esclusione di Lumia e poi gran soddisfazione. Ma come, il segretario regionale assente nella composizione delle liste? E il vice? Erano impegnati altrove o cosa?
L’habemus Lumia l’ha annunciato Walter Veltroni.”Sono convinto – ha detto Veltroni in una nota – che contro la mafia sia indispensabile schierare e spendere tutte le migliori energie della società e delle istituzioni. Ho chiesto perciò al professor Ignazio Marino, candidato anche nel Lazio, di rinunciare alla sua doppia candidatura per far posto, come capolista al Senato in Sicilia, a Beppe Lumia. Il professor Marino, per la sua sensibilità e il suo amore per la Sicilia, ha accettato la mia proposta”. “La battaglia contro le mafie, contro la criminalità organizzata, per la difesa della legalità – ha proseguito il leader del Pd – è al centro non solo del programma e della concreta azione del Partito democratico, ma della sua stessa identità. Vale per tutto il Paese, per tutta l’Italia, e vale in particolare per quelle regioni e aree del Mezzogiorno dove le vite dei cittadini e lo sviluppo di interi pezzi di territorio vanno liberati dal condizionamento delle organizzazioni mafiose.
La lotta alla mafia è una concreta e difficile pratica, non è sufficiente legarla ad una persona. E’ un impegno collettivo e di tutto il Partito democratico. La stessa scelta coraggiosa che Anna Finocchiaro ha fatto – ha concluso Veltroni – ne è la più evidente delle dimostrazioni”.
Nella mattinata c’era stato un invito pressante a Lumia, proveniente da altri settori del centrosinistra. L’Italia dei Valori aveva deciso di proporre a Beppe Lumia di candidarsi sia alle regionali in Sicilia che alle politiche nella circoscrizione Lombardia 1, al secondo posto dopo di Antonio Di Pietro, “quindi con un posto effettivo e una elezione pressoché certa, giacché è verosimile che l’Italia dei Valori vi eleggerà due deputati”. E’ quanto scrive Di Pietro nel suo blog accogliendo l’appello lanciato in favore di Lumia da Beppe Grillo. “Beppe Lumia – sostiene il leader di Idv – è stato condannato a morte dalla criminalità organizzata per il suo operato e nessuno può voltarsi dall’altra parte, come purtroppo è avvenuto troppe volte in passato”.
“L’Italia dei Valori – conclude Di Pietro – presenterà a breve le sue liste elettorali, sono composte da rappresentanti della società civile impegnati in prima linea per dare un futuro al nostro Paese. Spero vivamente che Beppe Lumia accetti il mio invito.
Fonte: Siciliainformazioni.com
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