Attualità
|
30/03/2012 23:52

Vietato giocare a calcio in piazza San Giovanni

Voglia di stadio

di Michele Farinaccio

Meteo: Ragusa 22°C Meteo per Ragusa
Veti e divieti
Veti e divieti

Ragusa – Stop al “pallone” sotto i portici e sul sagrato della cattedrale di San Giovanni Battista. Troppe le segnalazioni ricevute dal sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, circa la presenza di gruppi che, invogliati dalla bella stagione, non hanno resistito dal dare “quattro calci”, in uno dei siti barocchi più belli della città e dell’intero Val di Noto. E così il primo cittadino ha tagliato la testa al toro e ha emesso un’ordinanza che vieta le partitelle di calcio (o di qualsiasi altro sport), in tutte le modalità di svolgimento, fino al prossimo 31 ottobre, ed in attesa che, comunque, la materia sia adeguatamente regolamentata.
Nell’ordinanza emessa dal primo cittadino, vengono anche vietati “quei giochi collettivi o individuali che mediante il lancio di attrezzi od oggetti possono recare, oltre che molestie o disturbo alle persone o mettere in pericolo l’incolumità delle stesse, danni agli edifici di interesse storico e artistico o parti di essi”. Insomma, la tutela dei beni architettonici della città (e l’incolumità dei cittadini, ma anche degli stessi commercianti che operano nella zona) viene prima di tutto. Ed in questo senso, chi vorrà giocare sul sagrato della Chiesa, con un pallone ultra-leggero, lo potrà continuare a fare. Ma si dovrà trattare comunque – è ben specificato nell’ordinanza – di bambini accompagnati da genitori (o da chi ne eserciti la vigilanza).
Le segnalazioni che sono arrivate nelle ultime settimane al comando di Polizia municipale e, di conseguenza, all’amministrazione comunale, avrebbero riguardato per lo più alcuni gruppi di extracomunitari, risiedenti proprio nelle vicinanze, che avrebbero approfittato delle belle giornate per riunirsi in piazza. Qualche pallonata di troppo, negli ultimi giorni, sarebbe probabilmente andata a finire dove non avrebbe dovuto.
Chi verrà “beccato” a giocare a palla sul sagrato o sotto i portici, dovrà pagare una sanzione amministrativa che potrà oscillare da 25 a 500 euro (salvo che, chiaramente, il fatto non costituisca reato o che non integri altre infrazioni amministrative, per cui la questione seguirebbe tutt’altro iter).
La notizia dell’ordinanza ha suscitato immediata soddisfazione da parte dei commercianti della zona. “Io ho 50 anni – racconta Carmelo Chessari, titolare del Caffè Italia, che si trova proprio sulla piazza – e di partitelle qui sul sagrato ne ho giocate anch’io. Ma qui il discorso è diverso, perché non si tratta, purtroppo, solo di bambini, che non fanno male a nessuno e che sono sicuramente i benvenuti. Ma si tratta di gruppi di extracomunitari, tra l’altro piuttosto avanti con l’età che, capite bene, tirano molto forte e fanno danni, mettendo a rischio sia l’incolumità delle persone che quella del sagrato in generale. E’ accaduto anche che abbiano danneggiato parte della facciata della chiesa. Un episodio di questo genere, in particolare, è già successo due anni fa. Per quanto ci riguarda abbiamo chiesto più volte l’intervento della Polizia per avere trovato diverse volte calcinacci a terra. L’ordinanza, quindi, la trovo positiva perché fino a quando sono ragazzini va benissimo, ed anche per gli stessi turisti che vengono, una piazza con dei bambini che giocano a pallone non può che rappresentare un bel biglietto da visita per qualsiasi città del mondo. Ma quando è gente grande, extracomunitari o no, allora il discorso si fa diverso”.
L’ordinanza, immediatamente esecutiva, è stata comunicata preventivamente al prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro ed è stata pubblicata nell’albo pretorio del Comune, oltre che trasmessa al settore VI, Cultura, Istruzione, Sport e attività del tempo libero, e per informazione, al Corpo di Polizia municipale e alle forze di Polizia per il controllo sull’osservanza del provvedimento.

La Sicilia

 

Sgarlata: “Un divieto senza senso per l’area sottostante il sagrato. E le alternative?”

 

 

“Il sindaco non perde tempo e per venire incontro alle numerose lamentele pervenute da parte dei residenti per gli schiamazzi e per il rischio di danni a cose e persone, emette un’ordinanza che vieta il gioco a palla o, comunque, qualsiasi altra forma di gioco che consiste nel lancio di oggetti che possono provocare danni. Sono assolutamente d’accordo che il nostro patrimonio artistico debba essere tutelato e protetto da qualsiasi forma di incuria e vandalismo da parte di chiunque. Ma addirittura arrivare al punto di emettere un’ordinanza per vietare di giocare nella piazza sottostante il sagrato della Cattedrale mi sembra un po’ esagerato”. Inizia in questi termini il documento che Alessandra Sgarlata, delegata del quartiere “Centro” del Pd di Ragusa, ha diffuso con riferimento alla recente ordinanza firmata dal primo cittadino. “Da sempre, da quando memoria ricorda – continua Sgarlata – “u cianu” di San Giovanni è stato teatro delle partitelle dei giovani che abitavano il centro storico di Ragusa come mi confermano tutti i genitori di quei bambini che in questi giorni si erano concessi il lusso di ritrovarsi in quei luoghi per passare qualche ora insieme. Sicuramente, a volte, c’era qualche vetro rotto, qualche pallone poi bucato e qualche danno qua e là. Ma la tolleranza e il rispetto di tutti avevano sempre prevalso. Si è sicuramente registrata qualche esagerazione. Ma invece di emettere un’ordinanza con un divieto a 360 gradi, non sarebbero bastati i controlli della polizia di quartiere o dei vigili urbani per assicurare la tranquillità e il rispetto delle regole civili da parte di tutti? Adesso che in quella piazza, non il sagrato ma la parte sottostante, non si può più giocare, il sindaco dove permetterà a quei pochi ragazzi, ragusani e non, rimasti in centro, di incontrarsi qualche ora nel pomeriggio? C’è la possibilità di individuare delle strutture comunali per potere permettere loro, visto che ne hanno tutto il diritto, di riunirsi e svagarsi come meglio credono anche con una semplice partita di pallone?”

“Io spero che – dice ancora Sgarlata – come ho sempre detto, non si continui più sulla strada del curare. Meglio quella del prevenire. Non possiamo tagliare corto vietando. Occorre creare alternative, creare un ambiente più felice e sereno per il rilancio del centro storico. Oppure questo centro si ha l’intenzione di desertificarlo completamente? Imporre con la forza le proprie scelte è la strada più semplice. Ma a cosa porterà? Se si tenta sempre di reprimere i comportamenti dei cittadini fino a quando questi stessi potranno resistere?”

 

 

 

Alessandra Sgarlata

delegata quartiere “Centro”

Partito Democratico Ragusa