Cultura
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14/04/2012 21:23

Giovanni Robustelli e l’Antologia di Spoon River

Opere a biro

di Daniela Citino

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Un'opera di Robustelli
Un'opera di Robustelli

Vittoria – La “talentuosa” biro di Giovanni Robustelli in mostra nel milanese Spazio Pape con Ritratti e Storie della Collina. 15 “immagini” disegnate al tratto ed ispirate all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Vetrina dal respiro mitteleuropeo per la personale dell’artista vittoriese che questa volta si cimenta con un capolavoro intramontabile della poesia americana.
«È con felice naturalezza che Robustelli – spiega la curatrice della mostra, Barbara Brevi – regala un volto ad alcune eteree voci della collina di Spoon River. Dona loro un’originale concretezza di carne e ossa, di sguardi intensi e simboli, di animali e piante. Un filo comune lega l’edera di Louise Smith al cedro con il quale si fonde il ricco Washington McNeely e ai fiori che sbocciano dalla spalla di Serepta Mason, splendida, eterna ragazza. Essere umano e mondo vegetale sono tutt’uno. Altrettanto indissolubile è il legame che si intreccia tra uomo e mondo animale: il rapporto tra il domatore Sam Hookey e il fiero leone rimanda a quello tra Benjamin Pantier e il suo cane, dolcemente appoggiato alla testa del padrone. Anche il pescatore Schroeder, dal cappello di feltro e ipnotici occhi chiari, vive di pesci, appesi a un filo come panni stesi ad asciugare, che sembrano zampillare dalla sua spalla sinistra. Giovanni Robustelli ha ascoltato le voci di Spoon River, quasi come un alter ego del poeta Theodore che, dopo aver contemplato la tana del gambero, volse lo sguardo verso uomini e donne, e compose versi».
Una genialità artistica “nata” da una biro. «Quella che noi tutti usiamo per una firma frettolosa, o per la lista della spesa o per annotare un appunto, quella che continuamente dimentichiamo in giro» annota la Brevi.
Inchiostro comune che con il tratto magico e irripetibile di Robustelli, impossibili ed impensabili sono correzioni, ripensamenti, aggiustamenti, si sublima e diventa arte. In realtà dalla biro del disegnatore vittoriese sono già “sgorgati” altri personaggi, da Pinocchio ad Alice nel paese delle Meraviglie, ma con i “morti”, liberamente irriverenti e poetici, che dormono sulla collina vicino al fiume Spoon, Robustelli supera se stesso. «Non si intuiscono bozzetti preparatori, o stadi progressivi di avanzamento dell’opera. I disegni sgorgano limpidi dalla sua biro, strumento nobile tanto quanto pennelli, olii e tempere lo furono per i grandi pittori del passato. Così immaginiamo Giovanni Robustelli impossessarsi con decisione della carta e cominciare a “tessere”, con tratti precisi e rapidi, la trama del disegno. L’opera nasce e si sviluppa in un continuum ininterrotto. È troppo armonica la composizione per soffrire di pause forzate, di incertezze. È potente e naturale, come l’acqua che scaturisce da una sorgente. Immaginiamo, ancora, che sia appassionato di letteratura anglo-americana, dato che la sua mano di artista si è mossa ispirata da Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e, recentemente, dall’Antologia di Spoon River di Edgard Lee Masters».
Robustelli è reduce dal successo romano di Bacinema, collettiva dedicata ai mitici baci di celluloide, evento collaterale della mostra del Cinema e, per la prima volta, ha aperto le porte del suo atelier vittoriese.

La Sicilia