Ritardi nel volo
di Redazione


Comiso – In perfetta puntualità rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi l’on. Pippo Digiacomo ha iniziato questa mattina lo sciopero della fame per sollecitare il Governo nazionale a firmare il decreto interministeriale per l’apertura dell’aeroporto di Comiso. Alle 10 in punto un camper è stato posizionato nel piazzale d’ingresso dell’aeroporto. La permanenza nel camper di Digiacomo sarà h24 e sorvegliata da personale volontario. In tanti hanno voluto essere a fianco del parlamentare in questo nuovo atto di protesta contro i ritardi che finora hanno impedito lo startup dell’infrastruttura. “Ringrazio tutti coloro che hanno voluto essere presenti questa mattina all’avvio dello sciopero della fame – dichiara l’on. Digiacomo – . Sono qua, siamo qua, in attesa che il Governo rompa definitivamente il silenzio preoccupante che è calato su una vicenda che è diventata uno scandalo nazionale. Questa volta pretendiamo dal Governo atti concreti, niente risposte evasive o altri rinvii. Vogliamo una data certa per l’apertura di quella che, come ho detto più volte, rappresenta la più grande occasione di sviluppo della provincia di Ragusa e della Sicilia sudorientale”.
Nino Minardo: Ha ragione a scioperare
Condivido nel merito la protesta dell’onorevole Digiacomo che vuole risposte chiare sul giorno di apertura dell’aeroporto di Comiso. Non ho difficoltà a riconoscere che il ‘vaso’ della pazienza è colmo e, dunque, l’esasperazione di fronte ad ingiustificati silenzi è oltremodo comprensibile. Anche perché in questi mesi, io stesso ho più volte sollecitato ai Ministeri competenti e per essi al Governo nazionale, il superamento di ostacoli verso un obiettivo che non può più essere postergato come invece sta avvenendo. Bene fa dunque, chi attira ancora una volta l’attenzione anche mediatica per rompere questa ‘cortina’ che nasconde l’avvio operativo dell’aeroporto di Comiso. Per questo torno a chiedere che S.E. il Prefetto di Ragusa dott.ssa Giovanna Cagliostro, che grande sensibilità ha mostrato su questa tematica, ci sostenga nel sollecitare risposte governative che tardano ad arrivare e per capire cosa adesso impedisca l’avvio vero e proprio di una struttura fondamentale per la nostra provincia. Ritengo sia giunto il momento di far sentire, se è necessario in maniera eclatante, l’indignazione della gente iblea nei confronti dei silenzi assordanti del Governo. Da parte mia continuerò a svolgere il mio ‘dovere’ parlamentare nel rispetto del mio territorio e della gente iblea, facendo in modo che giungano le risposte dovute. Ma per arrivare all’obiettivo, mai come questa volta è necessaria un’azione compatta di ogni rappresentanza della nostra provincia, che trovi sintesi proprio in S.E. il Prefetto di Ragusa e che escluda divisioni e lacerazioni politiche e/o partitiche, che diventerebbero deleterie e devastanti nel percorso verso l’obiettivo finale. Far leva sul detto ‘l’unione fa la forza’ non è, di fronte all’obiettivo di vedere aperto lo scalo di Comiso, una frase fatta; le rappresentanze istituzionali e la gente della terra iblea, hanno dimostrato di sapere ottenere grandi risultati solo se sanno camminare in un’unica direzione e se non si dividono in ragione di una sigla partitica e di un’autoreferenzialità che non serve. Ed in questo senso, per arrivare all’apertura in tempi ragionevoli dell’aeroporto di Comiso, siamo chiamati ognuno per le proprie competenze, ad un obiettivo che non esito a definire ‘epocale’ per questo lembo di Sicilia che si può raggiungere solo con compattezza e comunione d’intenti.
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