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14/05/2012 15:40

Sicilia: bagliori a Sud-Est. L’ultimo libro di Fabio Granata

Revisione di bozze

di Saro Distefano

Fabio Granata
Fabio Granata

Ragusa – Del libro non avevo saputo nulla. Ed è stato una autentica bella sorpresa. Dell’autore si conosce molto perché uomo politico, pubblico.

Il libro si intitola “Sicilia: bagliori a Sud-Est” ed è edito da “Le Sicilie” (casa editrice siracusana). Dell’autore non debbo dir nulla tanto è noto, e sovente anche apprezzato: Fabio Granata.

E siccome nei libri buoni, come buono, anzi ottimo, è questo di cui scrivo, il risvolto di copertina è destinato ad alcune anche solo cennate note biografiche, in questo bel volume trovo le righe che vi riporto a latere. Lo faccio perché sono rimasto impressionato dalla enorme differenza che esiste tra il libro, di qualità letteraria ma soprattutto grafica e iconografica eccellenti, e queste note tra le quali è possibile spulciare non poche castronerie. Nulla di serio, per fortuna, e del resto chi scrive lo fa per sorridere e di castronerie ne colleziona a chili, anzi a cantara.

E quindi, nell’ottica della celia, eccovi un florilegio che gli agiografi del politico aretuseo hanno collezionato in sole quindici righe (controllatele osservando il testo a fronte).

“Fabio Granata vive in Ortigia”. Quell’in è una raffinatezza, perché loro, i siracusani, dicono proprio così, e non diranno mai “ad” Ortigia. Peccato che lo sanno solo loro, mentre il libro è auspicabilmente rivolto e potenzialmente interessante a molti, non solo siracusani. ”Ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente della Regione e Assessore ai Beni Culturali”. Bene, benissimo, ma di quale Regione si sta parlando? Lo sappiamo, certo, è la Sicilia, ma andava scritto.

“Protagonista del blocco delle trivellazioni petrolifere in Val di Noto” quel “protagonista” è evidentemente giusto e vero, ma non propriamente elegante e, continuando, “fa approvare il Piano paesaggistico regionale”. E se io fossi uno dei novanta deputati regionali che quel Piano ha approvato dopo aver magari contribuito a renderlo migliore, e leggo che me lo ha fatto approvare il buon Granata, non ci rimango anche un po’ male? Andiamo avanti: “è il protagonista del riconoscimento Unesco del Val di Noto”. Ora, ammesso che sia vero (e il nostro onorevole Giorgio Chessari da via Milazzo “in” Ragusa non ha per caso avuto anch’egli un ruolo determinante?), ma ripetere quel termine “protagonista” non può non disturbare se stampato sul risvolto del libro a firma dell’interessato.

E per finire, leggiamo insieme: “è Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia e componente della commissione cultura della camera dei deputati”. Qualcuno, magari lo stesso Granata il protagonista, dovrebbe spiegare perché la parola Vicepresidente è in maiuscolo mentre rimangono in minuscolo “parlamentare” e “antimafia” che logicamente dovrebbero essere anch’esse in maiuscolo. E soprattutto, secondo voi, si può scrivere “camera dei deputati” in minuscolo? E se a scriverlo è un deputato di quella Camera (con la “C” maiuscola) non è ancora più grave? A questo punto tralasciamo l’ultima riga, dove si legge che ha pubblicato un saggio “sulla cittadinanza e i giovani di II generazione”. A parte il fatto che “II” si poteva più elegantemente scrivere “seconda”, ma seconda generazione de che, a partire da quale? Granata è bravo, ma dovrebbe pagare un correttore di bozze di maggiore qualità.