Cronaca
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06/07/2012 10:28

Agguato a Santa Croce, quattro arresti

Dietro c'era un debito di 14mila euro

di Redazione

Arresto carabinieri
Arresto carabinieri

Santa Croce Camerina – Quattro persone sono state arrestate la notte scorsa dai carabinieri del comando provinciale di Ragusa per estorsione aggravata e porto illegale di arma da fuoco nell’ambito delle indagini su un tentativo di omicidio ai danni del titolare di una azienda agricola di Santa Croce Camerina. In manette sono finiti il presunto mandante e i presunti esecutori dell’agguato, organizzato per costringere la vittima ad onorare un debito di 14 mila euro per un canone di affitto.

 

Il creditore si sarebbe rivolto a due sicari che, dopo continue minacce durate alcuni mesi, non avrebbero esitato a sparare alcuni colpi di pistola 7,65 all’indirizzo della vittima, che sfuggì miracolosamente. Oltre al presunto mandante in manette sono finiti i due presunti sicari e una quarta persona, trovata in possesso dell’arma usata per l’agguato. I militari hanno notificato agli arrestati un provvedimento restrittivo emesso dalla Procura della Repubblica di Ragusa.

 

Gli arresti

 

Trenta Carabinieri della Compagnia di Ragusa supportati da unità cinofile del Nucleo di Catania hanno dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone accusate a vario titolo di concorso in tentata estorsione e detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Si tratta di tre comisani, Orazio ROLLO 61 anni, imprenditore agricolo, incensurato; Michelangelo PETITTO, 44 anni, operatore ecologico, con precedenti giudiziari; e Antonio CILENTI 53 enne bracciante agricolo, con precedenti giudiziari.

Il provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa su richiesta della PM inquirente della locale Procura della Repubblica afferisce alle indagini compiute dalla stazione Carabinieri di Santa Croce Camerina e dal Nucleo Operativo della Compagnia di Ragusa, sul grave episodio avvenuto il 23 maggio 2012 nelle campagne di Santa Croce Camerina in cui il gestore di un’azienda agricola ha subìto l’intimidazione mediante esplosione di tre colpi di pistola a seguito dei quali l’uomo scampava a più gravi conseguenze trovando riparo a casa. Nella circostanza i militare della Stazione del luogo e di quelli della squadra rilievi scientifici del Nucleo Operativo, hanno rinvenuto sul luogo dell’agguato due bossoli calibro 7,65 e un proiettile.

Le immediate indagini condotte dai Carabinieri e coordinate personalmente dal Procuratore della Repubblica di Ragusa Carmelo PETRALIA e dal suo Sostituto PM inquirente Serena MENICUCCI hanno stabilito oltre alla dinamica dell’agguato anche la sua esposizione debitoria nei confronti del titolare del fondo e dell’azienda agricola da lui gestita, Orazio ROLLO. In particolare i militari inquirenti hanno appurato attraverso apposita inchiesta patrimoniale, che la vittima aveva maturato un debito nei confronti del ROLLO di 14.000,00 euro relativo ai ritardati pagamenti del canone di affitto dell’impresa agricola.

Nel corso degli ulteriori approfondimenti investigativi mediante intercettazioni delle utenze telefoniche degli interessati, che hanno consentito la ricostruzione precisa del dramma vissuto in silenzio dalla vittima, i Carabinieri hanno appreso che da circa un mese il ROLLO aveva iniziato a richiedere in modo molto insistente il pagamento di detta somma con continue pressanti richieste telefoniche e frequenti visite presso l’azienda. L’insistenza del ROLLO si era trasformata nel tempo in vere e proprie minacce poste in essere anche mediante il ricorso ad altri due soggetti PETITTO e CILENTI per convincere la vittima anche con violenze e minacce al pagamento.

I Carabinieri infatti ricostruiscono un primo episodio di minaccia verificatesi nello scorso aprile il giorno successivo ad un incontro con Rollo Orazio: nell’occasione, mentre stava parcheggiando il furgone presso la propria azienda, è stato raggiunto da PETITTO E CILENTI a bordo di una Fiat punto, nella circostanza i due individui, dopo avere bloccato la manovra di PARCHEGGIO DELLA VITTIMA arrestando la marcia della loro autovettura davanti al furgone condotto da quest’ultimo, scendevano dall’abitacolo intimandogli di scendere dal furgone e si rivolgevano a lui con tono intimidatorio dicendo “ma chi sei tu che non vuoi pagare il ROLLO”?. La vittima li rassicurava circa la sua intenzione di onorare il debito e i due si sono allontanati.

Dopo tale avvenimento, il ROLLO lo aveva contattato più volte telefonicamente ed anche di persona e una volta lo aveva raggiunto presso l’azienda agricola da lui gestita in compagnia dei predetti, rinnovando la richiesta di danaro. Nella discussione questi ha intimato al debitore di consegnargli il dovuto entro il martedì successivo, poi dopo essersi allontanato dal luogo ed avervi rifatto ritorno 10 minuti dopo, lo minacciava puntandogli il dito contro e dicendogli: “vedi che dopodomani voglio i soldi!”.

Un secondo episodio di minaccia subito ad opera dello stesso soggetto autore dell’agguato del 23 maggio è avvenuto nella prima metà del mese di maggio. In tale occasione la vittima mentre stava percorrendo con il suo furgone la SP 85 in direzione Santa Croce Camerina, è stato raggiunto da due soggetti che viaggiavano anche stavolta a bordo della fiat punto di colore bianco; i due lo sorpassavano stringendolo verso il margine della carreggiata.

A questo punto la vittima, riconosciuti i soggetti si fermava e il conducente PETITTO, sceso dall’autovettura si dirigeva verso di lui e spingendolo verso il furgone lo bloccava impedendogli di muoversi e lo minacciava con le seguenti parole: “ora di faccio vedere com’è un comisano….io di sparo”.

In quel momento è sopraggiunta sulla strada un amico della vittima che lo aiutava frapponendosi tra quest’ultimo ed il suo aggressore; in tale circostanza il CILENTI si appartava con la vittima chiedendogli: “ ma perché tu non hai dato i soldi a ROLLO?. Dopo che la vittima aveva risposto che avrebbe lasciato l’azienda non avendo i soldi per saldare il debito i due si allontanavano. Il ROLLO dopo tale avvenimento continuava a rivolgere alla vittima insistenti richieste di danaro dovuto dandogli l’ultimatum di pagare o lasciare il fondo. Da qui l’agguato del 23 maggio scorso.

Nel corso dell’ operazione a seguito di perquisizione delle abitazioni degli arrestati, mediante l’impiego di unità cinofila antiesplosivo, i Carabinieri hanno rinvenuto presso un casolare di proprietà di Vincenzo LATINO 48 enne di Comiso, titolare di un autolavaggio, pregiudicato, ma dove il PETITTO custodiva degli animali da cortile, una pistola cal. 7,65 marca FN di fabbricazione Belga, senza matricola, dello stesso calibro dei bossoli rinvenuti sul luogo dell’agguato. Ora l’arma è stata affidata agli specialisti del RIS di Messina per i rilievi balistici del caso. Il LATINO è stato tratto in stato di arresto flagrante per concorso in detenzione abusiva di arma clandestina.

A casa del ROLLO sono state sequestrati un fucile da caccia marca Breda cal. 12 e 42 cartucce a pallettoni cal. 12, che seppur legalmente denunciate, i militari hanno comunque trattenuto sotto il profilo amministrativo sulla scorta dei reati in contestazione.

I quattro si trovano ora associati alla casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente.