Cronaca
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29/11/2012 23:43

Desirè non sa che la sua famiglia non esiste più

Ha superato l’operazione

di Nadia d'Amato

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La famiglia Scaccianoce
La famiglia Scaccianoce

Vittoria – Sta bene, almeno fisicamente, la piccola Desiré Scaccianoce, unica superstite della famiglia distrutta dall’incidente stradale di giovedì sera avvenuto sulla strada che collega Vittoria a Scoglitti.

La piccola ha subito un intervento chirurgico nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Guzzardi di Vittoria che è servito per rimettere a posto il bacino, fratturato nel terribile scontro frontale. A guidare l’equipe il professore Tullio Russo (i medici Sigona e Azzaro), coadiuvata dagli anestesisti Mario Latona (primario) e Jessica Maugeri. L’intervento, molto delicato, è durato circa un’ora ed è servito a rimettere a posto un frammento spostato del bacino.
Lo stesso direttore dell’Unità operativa di Ortopedia, Russo, ha comunicato che la bimba ha risposto molto bene all’intervento tanto che, salvo complicazioni, già nella giornata di oggi potrebbe tornare a casa, o meglio dai nonni e dagli zii paterni e materni. A casa, di Desiré, infatti, non c’è più nessuno. Mamma Elisa, papà Salvatore ed il fratellino Joseph sono morti in quella sera maledetta, quando la famiglia aveva scelto di fare una semplice passeggiata a Scoglitti, approfittando delle temperature ancora miti.
La piccola, per quel che è dato sapere, non ha ancora idea di essere l’unica sopravvissuta della famiglia. Al momento è già abbastanza scossa per l’incidente che l’ha vista coinvolta. Sembra non parli molto, ma pare ricordare di essersi ritrovata a terra e di essere stata aiutata da qualcuno che l’ha portata in ospedale. Di certo i familiari dovranno trovare il modo per comunicare la triste realtà ed aiutarla, anche con il sostegno di professionisti.
E’ ancora ricoverato al Civile di Ragusa, invece, Giorgio Cascino, il conducente del Suv Bmw X5 che ha riportato la frattura della tibia. Anche per lui ci vorranno tempo e cure psicologiche. Se ancora non ci sono dichiarazioni definitive su quanto accaduto giovedì sera, è chiaro che un fattore determinante è da ricercare nell’alta velocità. Secondo il racconto di alcuni testimoni, quando, dopo l’impatto, è stato sbalzato fuori dalla macchina, Giorgio Cascino avrebbe chiamato il suo amico Valerio Di Pietro, seduto accanto a lui sul sedile del passeggero. Valerio, però, non rispondeva già più perché deceduto sul colpo.

 

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