E’ incompatibile
di Pino Asta


Pozzallo – Con una decisione abnorme i consiglieri della maggioranza che sostengono Luigi Ammatuna, la cosiddetta Pozzallo Migliore, hanno espulso dalla civica assise, nella seduta consiliare del nove dicembre, il sottoscritto.
Sono stato dichiarato, prima incompatibile, ed in seguito decaduto per una lite pendente nei confronti del comune di Pozzallo. Lite che io non ho creato, mai voluto, ma è una causa civile che volle fare il sindaco Sulsenti per motivi politici.
Venne denunciata pure mia moglie per 500.000 euro.
Io non ho agito mai contro il comune di Pozzallo, neanche per ricorsi tributari di miei clienti.
Mai contro il “mio” Ente, mai contro i cittadini.
Una decisione fascista!
Il consiglio comunale aveva l’obbligo di valutare il fatto che io non ho creato il conflitto, che ob torto collo sono stato immesso dentro il procedimento per poter creare ad arte lo stato di incompatibilità.
Mai durante il corso degli anni 2009/2010/2011/2012, (giunta Sulsenti) il consiglio comunale dell’epoca, cosciente dell’errore, aveva sollevato problemi di sopravvenuta incompatibilità del sottoscritto con la carica di consigliere comunale, ai sensi della legge regionale 31/86. la causa risale all’anno 2009.
Nella prima seduta consiliare, ed attraverso la delibera n. 28 del 11/06/2012, il consiglio comunale attuale, ha deciso di contestarmi l’ipotesi di incompatibilità per lite pendente, ai sensi dell’art. 10 comma 1 punto 4, L.R. 31/86, assegnandomi dieci giorni per rimuovere l’incompatibilità.
Resta ancora un oscuro mistero, come il sottoscritto possa rimuovere una causa pendente, avendo spiegato a tutti i consiglieri presenti, con documenti alla mano che il sottoscritto era un convenuto, e non aveva citato in giudizio nessuno. Ho chiesto al sindaco di rimuovere la causa, ma lo stesso non ha voluto procedere in tale direzione, per farmi mantenere, per propria comodità politica, lo status (presunto) di incompatibilità.
Ho chiesto al consiglio comunale in maniera reiterata di verificare questi elementi:
1. nè dalla delibera di Giunta Municipale n. 239 del 08/09/2009, con cui è stato autorizzato il Sindaco a conferire incarico del procedimento de quo, nè da nessun atto istruttorio alla stessa si evince una qualsivoglia relazione dei fatti di causa con lo scrivente;
2. con l’atto introduttivo della causa in questione è stato indicato lo scrivente responsabile in forza di una non ben precisata relazione con il fatto. E’ scritto, infatti, che il sottoscritto sarebbe stato Presidente del “Centro Culturale Leonardo”, redattore materiale dell’articolo, ed in ogni caso associato al “Centro Culturale Leonardo”. Tutte le tre circostanze sono documentalmente smentite, come dimostrato con gli atti prodotti, sia in giudizio, che con la documentazione prodotta al consiglio comunale;
La paternità dell’articolo di cui si tratta appartiene in modo inequivocabile, sia dagli atti di causa, che per riconoscimento diretto, della giornalista-pubblicista Giudice Rosanna.
Finale della storia: Giorgio Giardina, Marco Sudano, Piero Minardo, Rosa Galazzo, Ninella Azzarelli, Salvatore Duri, Carmelo Baglieri, Santino Barrera, Roberto Rosa, Crescenzio Mucia ,hanno posto fine alla mia legislatura, dopo appena cinque mesi, mi hanno cancellato, INGIUSTAMENTE, dal consiglio comunale. Ricorrerò in sede ordinaria ed in sede amministrativa per fare ristabilire le regole della democrazia,
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