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11/12/2012 17:07

Tassa di soggiorno, ecco come sono stati spesi i soldi a Ragusa

28 mila euro alla banda

di Antonio La Monica

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Tassa di soggiorno
Tassa di soggiorno

Ragusa – La tassa di soggiorno? E’ stata usata per svariate finalità, dai contributi per i santi alle politiche giovanili, dalle iniziative per il castello di Donnafugata fino alla convenzione, per ben 28 mila euro, con la banda San Giorgio. Ed ancora spese di manutenzione del verde pubblico e spese per l’organizzazione di giochi sportivi e studenteschi. Una lunga lista che prosegue anche con altre voci e che evidenziano come la tassa di soggiorno non sempre sia stata usata per finalità prettamente turistiche, sempre che non si intendano per tali le musiche che la banda suona per le grandi occasioni (non per il 2 novembre, come si ricorderà, quando la banda si rifiutò, in assenza di un altro contributo comunale, di suonare per la commemorazione del defunti), o ancora i bus navetta per la festa di San Giorgio.
Perché se così fosse, allora tutto è “turismo”, anche la bolletta dell’Enel da pagare ogni mese per mantenere accesa l’illuminazione pubblica. E che, vogliamo far venire i turisti e fargli trovare, nel caso, la città al buio?
L’elenco diffuso ieri pomeriggio dal Comune, anche a seguito delle nostre pressanti richieste, sarà sicuramente oggetto di riflessione da parte delle associazioni di categoria. Ma intanto il commissario straordinario Margherita Rizza, a nome dell’amministrazione comunale, invita ad abbassare i toni. “Invito tutti a smorzare i toni della polemica sulla questione”, dichiara la Rizza che oltre a confermare la cifra complessiva incassata dall’ente, pari a € 250.000 indica, sulla base dei dati forniti dal settore finanziario del Comune, le varie voci di spesa molte delle quali imputabili alle scelte della precedente amministrazione comunale.
La Rizza precisa che la legge che permette ai Comuni di attivare la tassa di soggiorno prevede anche che il “relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.
La Rizza si richiama poi ad alcune sentenze di alcuni Tar che hanno confermato che “all’imposta di soggiorno non deve necessariamente corrispondere un incremento delle previsioni di spesa, in quanto ben può il gettito del nuovo tributo essere utilizzato per garantire la continuità, rispetto ai precedenti esercizi, dei servizi assicurati dal Comune nel settore del turismo e della manutenzione del territorio”.
Inoltre, sempre con sentenza Tar, la Rizza ricorda che “non è necessario fare una previsione dell’utilizzo delle spese”. E forte di queste norme, il commissario conclude dicendo che il Comune di Ragusa ha operato nel rispetto della legge. Cosa che nessuno aveva mai messo in dubbio. La questione era, semmai, sulle scelte politiche effettuate.

La Sicilia