Parla Scarpata, Uilcem
di Redazione


Ragusa – L’accordo sul tema della produttività, dopo 20 anni circa dall’intesa sulla politica dei redditi del 1992, si presenta come un vero e proprio protocollo di competitività scritto sulla falsa riga di quello siglato in Eni nel 2011, azienda già pratica di buone ricerche nel campo della “produttività e occupabilità”, e accolto con larghissimo favore anche tra i lavoratori».
È la riflessione del segretario provinciale della Uilcem, che aggiunge: «Per gli ambiti contrattuali dell’energia, del petrolio, della chimica e per le aziende dei gruppi Enel ed Eni la novità dell’ accordo risiederebbe solo nel felice ritorno della detassazione degli emolumenti accessori di busta paga, eliminata con un colpo di spugna nel maggio 2012 ad opera del governo attuale. Tutti i lavoratori con reddito superiore a 30.000 euro, vogliamo ricordarlo, sono stati esclusi con il provvedimento Monti dal miglior favore fiscale. E nel contesto infelice della rimodulazione, cosa ancor più grave, il plafond disponibile è stato più che dimezzato. A farne le spese non solo le retribuzioni dei lavoratori ma anche e soprattutto l’economia dei territori».
Scarpata aggiunge: «Basti pensare al gettito che la detassazione aveva in provincia di Ragusa: lo strumento della detassazione, utilizzato per un popolo di circa cinquemila lavoratori, con contratto stabile, nei settori dell’industria, del commercio e dell’edilizia, ha avuto un’efficacia di liquidità di spesa che, come Uil, territorialmente, abbiamo stimato tra i 15 ed i 30 milioni di euro. Minori risorse in busta paga uguale a minor spesa per i lavoratori, uguale a minori entrate per l’economia del comprensorio che, per il solo anno corrente, ha girato con qualche decina di milioni di euro in meno. Su richiesta della Uil, il testo prevede di rendere strutturale la detassazione al 10% del salario di produttività per i redditi dei dipendenti fino a 40.000 euro lordi annui. Provvedimento indispensabile a rendere esigibile l’accordo stesso
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