Sommozzatori in azione
di Alessia Cataudella
Punta Secca – Un’altra giornata è passata e di Bruno Bufardeci ancora nessuna traccia. Ma la folla di curiosi, di parenti e amici che staziona nei pressi della piazzetta di Punta Secca, da dove il sub è partito per una battuta di pesca la mattina di Natale, non vuole sgombrare. E non lo farà sino a quando non avrà una indicazione che fornisca il minimo indizio su dove possa essere il corpo di Bufardeci.
Si vanno meglio definendo, intanto, i contorni che hanno portato a fare sì che scattasse l’allarme con il successivo impiego dei mezzi delle forze dell’ordine, tuttora attivamente impegnate nelle ricerche. Nel tardo pomeriggio del 25 dicembre, è stato segnalato alle Volanti della Questura di Ragusa un gommone, a circa un miglio dalla costa, nello specchio d’acqua antistante la borgata resa celebre dalla casa del commissario Montalbano. Il natante era ancorato ma senza nessuno a bordo. I poliziotti, subito in campo, hanno avuto modo di accertare che Bufardeci era uscito da solo a bordo del gommone per una battuta di pesca e che non aveva più fatto rientro. Le Volanti hanno iniziato l’indagine sugli effetti personali del sub, custoditi nel veicolo e nel gommone. Da un esame dei telefoni cellulari, inoltre, è stato possibile risalire all’orario di immersione, circostanza che ha fatto temere subito per il peggio considerato che erano già trascorse otto ore.
La sala operativa del 113, contestualmente all’attività di indagine e di ricerca sulle coste, mediante l’utilizzo di torce elettriche e degli equipaggi di sei volanti, ha attivato la Capitaneria di porto di Pozzallo che, sin da subito, ha inviato due unità navali sul posto. La prima riunione tra le forze dell’ordine impegnate nel luogo è avvenutaa alle 23 del giorno di Natale. Una prima ricognizione del relitto, con esito negativo, è stata effettuata dal Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Catania già alle 23,55. Sono stati gli stessi agenti delle Volanti a contattare i familiari che, appresa la notizia, si sono recati al faro di Punta Secca dove hanno riconosciuto il gommone del congiunto.
Nella mattinata del 26, poi, nei pressi del relitto, i sommozzatori hanno recuperato il fucile con la telecamera incorporata e che era ancora in fase di registrazione al momento dell’incidente. Dall’esame del filmato è stato possibile accertare che Bufardeci era sceso in apnea sino al relitto, a circa 28 metri. Era riuscito a colpire una grossa preda. A circa metà della risalita, sembra che abbia accusato un malore, abbandonando il fucile che si è andato a depositare sul relitto.
La Sicilia
La gratitudine dei familiari
“Accanto al dolore che in questi momenti proviamo per quanto sta accadendo, c’è anche un sentimento di ringraziamento che vogliamo far presente rispetto al lavoro incessante svolto in questi giorni dai volontari e dai componenti delle varie forze dell’ordine”. Così i familiari di Bruno Bufardeci, l’esperto sub che è scomparso il giorno di Natale nel mare di Punta Secca, in provincia di Ragusa. “Spesso diciamo che lo Stato è lontano dalla gente, ma a volte non ci rendiamo conto che invece è davvero vicino soprattutto nelle emergenze e nelle situazioni difficili come quella che stiamo vivendo in queste ore. Tutti noi familiari abbiamo apprezzato l’impegno e la solerzia profusa in questi giorni dalla Polizia di Stato, dai Vigili del Fuoco, dal nucleo sommozzatori che da Catania e Palermo sono arrivati e, nonostante fosse il giorno di Natale, lontani dalle proprie famiglie, si sono immersi per fare le ricerche in mare, dai volontari della Protezione Civile. Il nostro ringraziamento va anche ai componenti dei nuclei aerei ed elicotteri che hanno perlustrato dall’alto la zona, così come ai Carabinieri, alla Capitaneria di Porto di Pozzallo e Scoglitti e alle sue delegazioni lungo la costa, alla Guardia di Finanza, alle Marinerie di Pozzallo e Scoglitti, a tutti i pescherecci che hanno incrociato in zona e che si sono offerti di collaborare alle ricerche. Abbiamo visto non solo l’impegno profuso attraverso mezzi e risorse umane, ma soprattutto la passione nel compiere il proprio lavoro con la speranza di essere davvero utili nelle ore successive in cui è scattato l’allarme: un rapporto umano concretamente vicino. Un ringraziamento particolare va alla gente di Punta Secca e ai soci del Circolo nautico locale. Il nostro grazie non sarà mai sufficiente rispetto al lavoro che hanno fatto, ma ci sentivamo di renderlo pubblicamente perché è quello che davvero sentiamo”.
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