Attualità
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11/01/2013 22:46

Il destino incerto dei lavoratori Spm

Parla Giuseppe Scarpata, Uilcem

di Adriana Occhipinti

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I lavoratori Spm
I lavoratori Spm

 Modica – “Al momento le voci che corrono sul destino dei lavoratori della Spm, a seguito dell’approvazione del Piano di riequilibrio pluriennale del comune di Modica, sono molto contrastanti. Si parla di un drastico taglio dei fondi destinati alla società che gestisce svariate attività per conto del Comune, e di conseguenza anche della possibilità del licenziamento del 30% o addirittura del 70% del personale. In realtà a parte ciò che è chiaro a riguardo del Piano di riequilibrio, non c’è nulla di ufficiale sulle restanti argomentazioni dunque è necessario attendere quantomeno l’esisto della riunione alla quale sono state convocate le parti fissata per giorno 14 gennaio presso la sede operativa della società”.

Sono queste le parole di Giuseppe Scarpata, segretario generale Uilcem UIL di Ragusa, che già nel mese di luglio aveva espresso preoccupazioni per il destino dei lavoratori dell’Spm già in difficoltà a causa dei ritardi sui pagamenti di varie mensilità.

“A preoccuparmi in questo momento sono nuovamente le mensilità arretrate dei lavoratori – dice Scarpata – che senza gli stipendi non riescono ad andare avanti. Fra qualche giorno saranno maturate sei mensilità e nonostante le promesse fatte dal sindaco a fine dicembre non c’è ancora nessuna notizia del pagamento della mensilità concordata. La situazione per loro diventa giorno dopo giorno sempre più drammatica e intollerabile e a ciò si aggiungono altre preoccupazioni e dubbi sui quali, al momento, non siamo in grado di dare chiarimenti se non vengono prima valutati tutti gli elementi nelle sedi opportune. Già in estate avevamo manifestato la nostra preoccupazione per i continui ritardi nei pagamenti degli stipendi, per la situazione di cassa del comune, prospettando anche l’infelice possibilità che, date le condizioni, l’Spm si sarebbe trovata con un organico sovradimensionato, e che con la rivisitazione globale delle spese sarebbe stato difficile andare avanti senza una precisa organizzazione del lavoro”. All’epoca, rassicurando i lavoratori, dal Comune smentirono categoricamente questa ipotesi che oggi torna a destabilizzare decine di famiglie.

“Siamo al paradosso, a luglio il sindaco stanziava, in piena libertà di mandato, più di 200.000 € per mietere cultura e oggi, invece, “taglierebbe la testa” a più della metà dei dipendenti Spm, per onorare debiti di bilancio oltremodo grassi e insolvibili? – dice Scarpata – E’ chiaro che una ristrutturazione è necessaria ma è da fare con criterio. Si potrebbe anche trattare di un riordino organizzativo in quanto negli ultimi anni è stata portata avanti una gestione non ottimale della Spm, soprattutto delle risorse umane. Dunque attendiamo l’esito della riunione di lunedì per capirne di più”.

 

La Sicilia