Sarebbe eletto con ampio margine di sicurezza
di Redazione


Palermo – Alla presentazione delle liste mancano sei giorni: il deposito è previsto dalle 8 del 20 gennaio alle 20 del 21. E il quadro non è per nulla definito tranne che in casa Pd dove la direzione nazionale dell’8 gennaio ha messo un punto alla composizione generale e per il Senato nelle fila della Lista con Monti per l’Italia che due sere fa ha diffuso i candidati e la compilazione precisa per i collegi del Senato.
Nel Pdl Angelino Alfano sarà capolista in entrambe le circoscrizioni, Sicilia 1 e Sicilia 2. Nella lista al Senato che il Pid sta preparando e che ragionevolmente può aspirare a uno o due seggi nel caso – probabile – di assegnazione del premio di maggioranza, Romano deve piazzare in buona posizione sia l’ex capogruppo all’Ars Rudy Maira, sia il neo-arrivato Innocenzo Leontini. Tanto che Pippo Gianni, deputato regionale di Pid-Cantiere Popolare, per il debutto del figlio alle elezioni politiche starebbe trattando con Bruno Tabacci per un inserimento dall’altra parte dello schieramento. Continuando con le candidature nell’area di centrodestra, il Pdl dunque schiera il segretario nazionale, capolista in entrambe le camere. In Sicilia Occidentale ma ancora i posizionamenti sono da decidere ci sarebbero sicuri in lista, oltre Romano, anche Antonio Parrinello, Dore Misuraca e Alessandro Pagano.
In Sicilia Orientale si va verso la riconferma di Nino Minardo (che dovrebbe essere quarto in lista), del messinese Enzo Garofalo (eletto nella scorsa tornata elettorale al diciassettesimo posto della lista), del “debuttante” alla Camera Giuseppe Castiglione, di Stefania Prestigiacomo (che secondo rumors dell’ultima ora potrebbe essere capolista alla Camera Sicilia Orientale togliendo il posto al leader Angelino Alfano che lo manterrebbe solo nella Sicilia Occidentale) e persino di Antonio Martino, padre fondatore di Forza Italia nella prima ora di Berlusconi e ritornato in rapporti con il cavaliere in questi ultimi mesi.
Al Senato le cose si fanno complicate per i “vecchi” del Pdl, per quelli cioè che hanno sulle spalle un bel numero di candidature. Dopo l’uscita di Berlusconi a Servizio Pubblico lo scorso giovedì, infatti, si attende che il cavaliere mantenga la promessa di escludere dalle candidature i parlamentari con più di tre legislature. Rimarrebbero fuori dunque il senatore trapanese, Antonio D’Alì, Enrico La Loggia e pure il brontese Pino Firrarello. In ogni caso in Sicilia al Senato, sarà capolista Silvio Berlusconi e sono previste le candidature di Schifani e della Vicari, di Vincenzo Gibiino che transiterebbe dalla Camera e di Salvo Torrisi. La Destra di Storace schiera Enrico Trantino, figlio dell’avvocato Enzo, per il Senato. Il leader di Mps, Raffaele Lombardo potrebbe decidere per una lista unica alla Camera insieme a Gianfranco Miccichè schierando il coordinatore regionale Rino Piscitello e il deputato uscente Roberto Commercio.
Ufficializza con la candidatura in lista nella Camera Sicilia Occidentale, il passaggio all’Udc, il senatore uscente del Mpa, Giovanni Pistorio. Il senatore Gianpiero D’Alia, segretario regionale dell’Udc guiderà da capolista le liste della Camera nelle due circoscrizioni. Fli, invece, schiera Gianfranco Fini capolista alla Camera, sia Sicilia1 che 2, imponendo la stessa doppia candidatura anche per Carmelo Briguglio e Fabio Granata che dovrebbero essere candidati anche in altre circoscrizioni fuori dalla Sicilia alla ricerca di una candidatura all’ultimo voto. Per la Lista Monti con l’Italia alla Camera, confermate le indiscrezioni degli scorsi giorni: oltre a Ettore Artioli, in un primo momento schierato al Senato e che invece, per una evidente questione di calcolo legato allo scatto dei seggi è stato spostato alla Camera, trova posto nelle liste del premier anche Lorenzo Alessi, già indicato al Corecom in quota Miccichè. Fra le donne spunta il nome di Vittoria Vassallo, psicoterapeuta palermitana, che si era candidata alla presidenza della Regione per la Rosa bianca di Pezzotta nel 2008.
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