di Redazione
Caro Moderatore,
Avevo “pubblicamente” promesso attraverso ScicliNews che avrei inviato una riflessione sulla Costa di Scicli.
Perché? Diciamo che con l’approssimarsi delle elezioni sono tanti, troppi, i Lettori che ne hanno abbastanza di nomi che sono scatole vuote, e che sicuramente siamo sicuramente tanti e mai troppi quelli che vogliamo un confronto sulle cose che vanno fatte (o che non vanno fatte). Ma anche sulle modalità di governo, perché avere belle idee e avere la capacità di realizzarle sono cose completamente diverse.
Un intervento non può cominciare se non dichiarando il “come vorrei che fosse”, quella che si chiama con termine moderno la “Visione”, per raggiungere la quale si proporrà una “Missione” e si snoderanno le azioni. Questo è il metodo che intendo seguire. Ovviamente, sulle singole voci sarò sintetico, altrimenti ci si stanca di leggere, poi non è questa la sede del dettaglio e, infine, in verità sono convinto che le soluzioni vadano affinate sentendo la gente.
Ai Lettori dico: non cercate le fesserie e il pelo nell’uovo in questo intervento e in quelli che, si spera, seguiranno, piuttosto presentate idee diverse. Vedremo poi se ci sarà qualcuno che le raccoglierà per tutti.
La Costa di Scicli
Visione
Una costa che sia gradevole da vivere per i residenti e attrattiva per il turista che cerca bellezza, pulizia ed efficienza dei servizi, rispetto per se e per gli altri, una costa che sia fonte di soddisfazione e di benessere, fisico, psichico ed economico, e che queste ragioni sia profondamente rispettata da tutti.
La Missione
Operare in sinergia fra i residenti, le forze economiche, l’amministrazione, i fruitori (stagionali, periodici, occasionali), secondo l’ottica della collaborazione, dovuta da tutti, e della responsabilità delle decisioni affidata ai pubblici amministratori. Per gestire momento per momento la vita della Costa, secondo il principio di anticipare gli eventi governandoli al fine di procurare il maggiore guadagno per la comunità, e non subendoli come accade con la gestione improvvisata e discontinua tipica della cosa pubblica.
Detto in altre parole
Vedo una Costa frequentata tutto l’anno da persone di tutte le età, con tanti che vengono da fuori, ma non c’è confusione perché il territorio è gestito e non abbandonato a se stesso, ci sono i servizi, i posteggi, le aree attrezzate, la gente sta bene, parla bene, torna, invoglia gli amici a venire anche loro, i residenti sono contenti e non disturbati da caos, musiche incontrollate, automobili che bloccano le vie di accesso, il turismo aumenta il benessere, la voglia di investire, la voglia di abitare in maniera permanente nelle frazioni della Costa Sciclitana.

Il contesto in estrema sintesi
La costa di Scicli rappresenta una autentica risorsa. Essa è costituita da una alternanza di spiagge, tutte conosciute e molto belle, con rocce bianche, e si estende per circa 25 km, dalla frazione di Sampieri fino a confinare con Marina di Ragusa, attraverso le frazioni di Cava D’Aliga e Donnalucata.
Si contano numerose le frazioni minori, ma non per questo poco importanti. Numerosi i residenti tutto l’anno. Numerose le attività economiche, dalla pesca (che merita un discorso a parte), al piccolo commercio. Da buona ad ottima la ristorazione, per tutte le tasche. Diffusa l’ospitalità mediante BeB; vi sono strutture alberghiere e nel complesso l’ospitalità appare di qualità da discreta a buona, in quantità adeguata all’attuale fabbisogno e comunque in aumento.
Sono presenti ampi spazi inutilizzati e degradati, abbandonati alle sterpaglie, assenti percorsi costieri di collegamento accessibili ai pedoni e ai ciclisti, gli accessi ai centri urbani non sono in alcun modo regolamentati, i parcheggi sono carenti e/o non segnalati, il traffico automobilistico non ha alcuna forma di regolamentazione che possa agevolarlo, bensì è lasciato a se stesso. I trasporti su ruote fra i centri sono da rivedere e i collegamenti ferroviari meritano un discorso approfondito in altra sede che sia in grado di tracciare soluzioni anche drastiche.
Le azioni
Costruire una viabilità minore a basso impatto.
Questo obiettivo può essere raggiunto utilizzando al massimo l’esistente per costruire una viabilità quanto più vicina alla costa per gli spostamenti ciclopedonali. Nel dettaglio, essa è in parte esistente. Per completarla non è detto occorrano grandi cifre. Per dare la giusta prospettiva, è bene affermare con chiarezza che un percorso ciclopedonale costiero non solo favorisce la mobilità fra le frazioni, ma si inserisce nel progetto internazionale di mobilità non motorizzata Eurovelo e nel progetto nazionale Bicitalia. Perciò avrebbe ripercussioni ben oltre i confini regionali.
Dall’osservatorio privilegiato costituito dal Coordinamento delle Associazioni aderenti alla FIAB nella Regione Sicilia, garantisco che vi è una grande fame di percorsi ciclopedonali sicuri e attrattivi per le famiglie. Possiamo essere certi che la realizzazione di un percorso quanto più continuo e sicuro attrarrebbe un grande numero dei famiglie almeno da tutta la Sicilia.
In definitiva, la realizzazione di un percorso ciclopedonale costiero costituirebbe una vera e propria innovazione e sarebbe estremamente utile sia per i residenti che per i turisti e sarebbe grandemente attrattivo.
Attrarre e gestire i camperisti.
Qualora gestito, il flusso di camperisti può rappresentare una risorsa non trascurabile per la piccola economia di una costa. Altrimenti, occupando spazi, affollando aree adiacenti al mare e sottraendole agli altri, lasciando rifiuti (bastano pochi fra tanti che non rispettano le regole del vivere civile) essi possono dimostrarsi un peso per la comunità.
Si dimostra facilmente che le frazioni sciclitane sono sempre più gettonate dai camperisti.
Certamente, è venuto il momento di sapere esattamente di cosa hanno bisogno, non sarebbe cosa troppo difficile poter distribuire un appropriato questionario. Offrire piazzole e servizi, se queste fossero le cose che servono, vuol dire da una parte attrarre grandi numeri, con benefici indiscutibili per la piccola economia locale, dall’altra vuol dire eliminare cause di disordine, impressione di accampamento, creare il senso dell’ospitalità. Una opportuna segnaletica verso i luoghi di sosta faciliterebbe la distribuzione e diminuirebbe il carico.
Come insegna l’Estimo ambientale quando si rivolge all’escursionismo, offrendo ai soggetti una chiara comunicazione di cosa si intende fare a loro favore, e poi realizzandolo, può anche essere chiesta una tassa di soggiorno minima, che venga rigorosamente destinata a favore di interventi per attrezzare le aree ad essi destinate.
Recuperare il verde e il panorama.
Terreni abbandonati soggetti al fuoco, aree relitte degradate adiacenti al mare, dune formate da rifiuti ormai ineliminabili. Un programma di utilizzo a verde di tali aree (per tutte: dallo sbocco del canale di scolo ad ovest di Donnalucata sino quasi a Playa Grande vi è un’area dewl tutto inutilizzata), dovrebbe verificarsi la possibilità di intervenire con una accorta piantumazione, anche su parti di coste sabbiose, per favorire l’instaurarsi di un ambiente accattivante, come quelli cercati sempre di più dai turisti che lo trovano nelle spiagge nord africane.
Alberi e cespugli idonei impiantati su alcuni tratti di costa potranno servire a mitigare l’azione del vento e della salsedine e, in certi casi, possono servire a coprire edifici che deturpano la vista dal mare (diciamolo: non tutti sono frutto di “grandi architetti”…).
Diminuire la pressione del traffico motorizzato sui centri urbani.
Questo obiettivo essenziale deve essere raggiunto senza scoraggiare gli automobilisti, in modo da non far diminuire l’afflusso dei visitatori.
Il flusso delle auto lungo la strada costiera sfiora Sampieri e attraversa Cava d’Aliga senza (quasi) avere dove fermarsi. Solo a Donnalucata il conducente può scegliere se attraversare l’abitato o superarlo con la circonvallazione.
Per facilitare la sosta di chi attraversa in auto, per quanto riguarda Sampieri e Cava, non essendo al momento pensabile di costruire una circonvallazione, andrebbero potenziati i parcheggi; l’esperienza però insegna che per fare fermare l’automobilista occorre non solo e non tanto costruire parcheggi, quanto evidenziarli con una cartellonistica molto evidente e ben studiata che ne indichi in maniera efficace gli accessi.
Per quanto riguarda Sampieri, esiste un parcheggio che va potenziato, ben segnalato e per tempo, e reso fruibile tutto l’anno. Per Cava, la questione è diversa, certamente occorrerebbe sentire i residenti (questa regola, comunque, vale per tutte le frazioni e per tutte le questioni) per comprendere se sentono o meno l’esigenza di una disciplina dei parcheggi che possa attrarre più visitatori.
Questione a parte rappresenta Donnalucata, l’unica frazione ad essere dotata di una circonvallazione vera e propria (SP 127). Questa grande opportunità sembra sia vista da taluni come un handicap, perché reputata un disincentivo ad attraversare il centro urbano, con ripercussioni sul piccolo commercio. Considerando che la ss127 ha almeno 5 traverse che la collegano efficacemente al centro abitato, con opportuni provvedimenti (es, segnaletiche di esercizi commerciali molto evidenti), gli automobilisti che la percorrono possono essere attratti e distribuiti verso aree di parcheggio da realizzare e in parte realizzate subito alle spalle dell’abitato. Ciò consentirebbe di alleggerire il peso del traffico, rendere più sicura la fruizione delle strade da parte dei residenti e delle famiglie ospiti.
Dando per scontato che il lungomare, specie dopo l’intervento di ristrutturazione, merita di restare sgombro da veicoli in sosta, andrebbe segnalato e ben utilizzato il nuovo parcheggio.
Gestione dei parcheggi a mare.
Vi sono numerose traverse che dalla strada provinciale che corre parallela al mare portano alla costa. Aree a parcheggio debbono essere reperite sulle strade e sulle numerose stradelle che portano verso le spiagge; strade e stradelle che debbono rimanere aperte e in ordine, niente caos, ma parcheggi disponibili. L’esempio del parcheggio a Pezza Filippa deve essere migliorato e perseguito.
Tutela della spiaggia. Le aree destinate alla discesa delle imbarcazioni da diporto a mare sono identificate e ogni provvedimento dovrà essere messo in atto contro gli abusivi che scendono in spiaggia da accessi non previsti, sporcano la spiaggia e mettono a repentaglio l’incolumità delle gente. No motori, no rischi, no cani sciolti, no vespe e vespette, ma silenzio e serenità, rispetto, fruizione per tutti in piena sicurezza e serenità. Ugualmente, La spiaggia di Scicli spero vivamente diventi famosa per tolleranza zero verso chi mette a repentaglio la sicurezza dei bagnanti con evoluzioni motoristiche. E non scherzo, nel senso che spero davvero diventi famosa e non certo per divenire sempre meno vivibile, ma al contrario.
Gestione degli eventi. Ferragosto e i giorni di pieno debbono essere gestiti insieme da privati e pubblico, secondo il principio che il pubblico farà il massimo per garantire le presenze e i privati, che di queste si avvantaggiano economicamente, faranno il massimo per garantire servizi. Deve essere costituita una unità permanente per la fruizione della spiaggia e ne abbia la responsabilità, che programmi gli interventi, attui per tempo, divulghi la politica di ospitalità del Comune, i servizi approntati, ma detti anche le regole da seguire.
Mi fermo qui. Sicuramente molti avranno molte idee molto migliori
A proposito: il piano spiaggia presentato?
professor Giampaolo Schillaci
facoltà di Agraria dell’Università di Catania
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